TERNI – Mentre il Comune di Terni annuncia nuovi investimenti per l’infanzia e la ristrutturazione dei nidi, la realtà amministrativa racconta tutt’altro. Con la delibera di giunta n. 320 del 10 ottobre 2025, proposta dall’assessore alla scuola Viviana Altamura, l’amministrazione Bandecchi ha approvato l’assunzione di appena due istruttori educativi a tempo determinato, finanziati con avanzo vincolato e copertura limitata all’anno scolastico 2025/2026.
Un provvedimento minimalista e contraddittorio, che rivela come la Giunta continui a gestire in modo emergenziale un fabbisogno strutturale: quello del personale educativo nei nidi comunali, da anni insufficiente e destinato a crescere con le nuove aperture.
Ferranti aveva chiesto chiarimenti: silenzio totale dalla Giunta
Il consigliere comunale Francesco Maria Ferranti aveva già sollevato la questione con una interrogazione a risposta scritta indirizzata al sindaco e all’assessore Altamura, chiedendo di sapere perché la Determina n. 2695 del 24 settembre 2025 avesse stabilito di attingere prioritariamente dalle graduatorie per soli titoli (2019 e 2021), relegando in subordine la graduatoria concorsuale del 2022, formata con procedura pubblica per titoli ed esami e quindi più selettiva e meritocratica.
Ferranti ricordava inoltre che il fabbisogno di istruttori educativi nel Comune di Terni non è occasionale, ma “stabile e programmato”, come dimostrano il Piano triennale dei fabbisogni di personale 2025-2027 e le delibere della stessa Giunta.
Chiedeva dunque perché l’amministrazione non intendesse utilizzare prioritariamente la graduatoria concorsuale del 2022, più coerente con i principi di imparzialità e buon andamento (art. 97 Cost.) e con l’art. 36 del d.lgs. 165/2001, che impone il reclutamento per merito anche nei contratti a tempo determinato.
Domande puntuali e fondate, rimaste completamente inascoltate.
A distanza di poche settimane, la risposta è arrivata nei fatti: un’altra delibera firmata Altamura, che conferma la linea della precarietà e ignora ogni richiesta di trasparenza e di valorizzazione del merito. Due assunzioni precarie, 15 bambini in più: la matematica della propaganda
Secondo il testo della delibera, le due assunzioni consentiranno l’ingresso di appena 15 bambini attualmente in lista d’attesa.
Un risultato modesto, presentato come “potenziamento dei servizi educativi”, ma ottenuto a costo di nuove assunzioni temporanee e di un incremento di spesa di soli 54 mila euro.
Una cifra che, di fronte al bilancio complessivo del Comune e all’importanza del servizio, non giustifica la rinuncia a soluzioni strutturali.
L’assessore Altamura, che nel DUP parla di “rafforzare i servizi educativi e garantire continuità didattica”, nei fatti produce solo atti d’urgenza, variazioni di bilancio e contratti a scadenza, senza un piano stabile di reclutamento. Una giunta che parla di infanzia ma non investe sul personale.
La contraddizione è evidente: si annunciano nuovi nidi, ristrutturazioni e persino il primo nido aziendale cittadino, ma non si pianifica il personale necessario per farli funzionare.
Le scelte della giunta Altamura sembrano guidate più dalla contingenza che da una visione.
Invece di affrontare la carenza strutturale di educatori con un piano straordinario di assunzioni a tempo indeterminato, l’amministrazione continua a preferire la via più facile — e meno trasparente — delle graduatorie per soli titoli e dei contratti flessibili.
Terni merita di più. L’impressione è che la giunta comunale abbia ormai smarrito la direzione.
La scuola dell’infanzia e i nidi comunali dovrebbero essere il cuore della politica sociale cittadina; al contrario, vengono gestiti come un settore marginale, con risorse limitate e personale precario.
Le istanze di parte del consiglio comunale e le domande di Francesco Maria Ferranti restano lettera morta, e la città continua ad assistere a un copione ormai noto: annunci altisonanti, atti modesti e nessuna vera riforma. La scuola pubblica di Terni merita molto di più della precarietà amministrata con il timbro della giunta Bandecchi.




