La criticità del manto stradale di Perugia e la sua gestione

Giampiero Tamburi e «gli interventi estemporanei» e le criticità nelle periferie e nelle frazioni

di Giampiero Tamburi (coordinatore gruppo informale “Perugia Social City”)

Pubblichiamo l’analisi sullo stato delle strade di Perugia redatta da Giampiero Tamburi per La Perugia che non funziona

PERUGIA – Questo problema della città si potrebbe concentrare sui seguenti aspetti, desunti anche dalle recenti cronache locali e dalle denunce dei cittadini e della minoranza consiliare:
Stato di degradazione generalizzato e sicurezza a rischio:
La critica principale è l’evidente stato di degrado di ampie porzioni della rete stradale cittadina, non limitato alle periferie ma esteso anche ad arterie principali e aree centrali. Buche, crepe, dissesti e rappezzi di scarsa qualità rendono la circolazione pericolosa per veicoli, pedoni e ciclisti. L’inerzia o la lentezza nel ripristino sollevano questioni sulla responsabilità civile del Comune in caso di danni (pneumatici, ammortizzatori rotti) o incidenti causati dalle “voragini”.
Mancanza di un piano di manutenzione serio:
Viene spesso denunciata l’assenza di un vero e proprio “piano di manutenzione serio” di lungo periodo. Gli interventi, seppur a volte annunciati, vengono percepiti come estemporanei, reattivi alle emergenze (le cosiddette “tappabuche”) e non come parte di una strategia organica di rifacimento completo e preventivo. Questo approccio comporta un ciclo vizioso in cui il manto stradale si deteriora rapidamente dopo interventi parziali e le buche “vecchie e nuove tornano a rappresentare un disagio quotidiano”.
Criticità nelle periferie e frazioni:
Le critiche si focalizzano spesso sulle condizioni “gravemente compromesse” delle strade nelle frazioni, dove si segnalano non solo il manto dissestato, ma anche banchine impraticabili per la vegetazione e l’assenza o il danneggiamento di staccionate di protezione. Questo evidenzia una presunta disparità di attenzione tra il centro e le zone più esterne.
Problemi legati ai sottoservizi e ai ripristini incompleti:
Un altro punto dolente è la cattiva coordinazione con gli interventi sui sottoservizi (acqua, gas, elettricità). Si critica la logica di asfaltare una strada che, poco dopo, deve essere riaperta per lavori urgenti su acquedotti o altri servizi. Sebbene il Comune si difenda sostenendo che rimandare l’asfalto sia una “scelta di buona amministrazione” per evitare di distruggere un lavoro nuovo, la cittadinanza subisce nel frattempo l’attesa e il disagio delle condizioni stradali precarie, spesso per mesi o anni. Inoltre, viene sollevato il problema della scarsa qualità dei ripristini effettuati dalle aziende che eseguono gli scavi, e la mancanza di un recupero efficiente del “bitume” dovuto da queste aziende al Comune.
Richieste e interrogazioni ignorate o evasive:
La minoranza consiliare e i comitati cittadini lamentano spesso la mancata o tardiva risposta alle interrogazioni o alle petizioni che denunciano il degrado. Questo crea un senso di frustrazione e la percezione di una scarsa trasparenza e di un dialogo insufficiente tra Amministrazione e residenti.
In sintesi: si vuole mettere in luce una gestione del manto stradale che appare reattiva anziché proattiva, caratterizzata da una carenza cronica di risorse e pianificazione strutturale, lasciando ampie zone della città in condizioni di pericolosità e degrado prolungato a discapito della qualità della vita e della sicurezza dei cittadini.

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