TERNI – La politica ha paura di rimanere con il cerino in mano. Il fallimento della Ternana fa paura, sembra quasi una colpa che potrebbe pesare sulle urne.
E allora tutte le forze politiche cercano di smarcarsi. La colpa del disastro è magari dell’altro.
Ha iniziato il Campo largo dell’Umbria con una nota che ha chiamato in causa con le mani e con i piedi Stefano Bandecchi. Per il centrosinistra è lui il responsabile del disastro. «È lui che ha usato la Ternana per la sua ascesa politica e lasciato un disastro annunciato». Fuoco incrociato sull’incompatibilità, sulle velleità del progetto stadio clinica, sulla gestione economica.
Molto più misurata la giunta regionale che comunque non ha rinunciato al suo comunicato. Una nota che esprime solidarietà alla città colpita dal fallimento. La giunta Proietti non si esime da un passaggio sulle gestioni societarie che «hanno accumulato debiti su debiti» .
Ed eccolo Stefano Bandecchi. L’ex proprietario della Ternana ha riservato parole sprezzanti a chi lo critica. Ha parlato di “imbecilli”. Bandecchi è fermamente convinto di aver fatto di tutto per salvare la Ternana. E che le colpe sono della Regione, che ha affossato il progetto clinica stadio con il ricorso al Tar, e della famiglia Rizzo che prima si è lanciata nella avventura rossoverde e poi ha improvvisamente chiuso il portafoglio. Bandecchi è convinto di poter ancora recitare un ruolo nelle vicende della Ternana. Magari rilevando il titolo della Orvietana e ripartendo dalla serie D, campionato meno umiliante dell’Eccellenza.
Chi non fa sconti a nessuno sono i tifosi. Non ci sono solo gli striscioni spuntati nella notte e rimossi dalla Polizia Locale. Ci sono migliaia di commenti nei social che colpiscono Bandecchi, la presidente Proietti, la sinistra, come il centro e la destra. I tifosi elencano il monte ingaggi incredibile con contratti faraonici come quello dell’attaccante Donnaruma, il progetto faraonico del Liberati da 18 mila posti, i Rizzo salutati come i salvatori della patria, il conflitto di interessi, ma anche il ricorso della Regione arrivato nell’ultimo giorno utile, lo squilibrio evidente tra le cliniche convenzionate a Perugia e a Terni. Nei social non si fanno tante distinzioni. La rabbia della città è tanta. Una marea che sembra travolgere tutti.

