PERUGIA – Il progetto “Aquae Terrae Peninsulae. Il mare degli Umbri”, ideato da Paolo Belardi e Alessandro Moriconi nell’ambito delle attività di ricerca svolte nel Dipartimento di Ingegneria Civile e Ambientale dell’Università degli Studi di Perugia e presentato nel Padiglione Italia della “19. Mostra Internazionale di Architettura di Venezia” curato da Guendalina Salimei, dopo essere stato selezionato tra i finalisti da giurati molto qualificati (tra cui Mark L. Gardner, Ma Yansong e Carlo Ratti), è risultato vincitore, a seguito di una “Popular Choise”, del premio internazionale “Architizer A+Awards 2026” nella categoria “Sustainable Non-Residential Project”.
Prefiggendosi l’obiettivo di restaurare l’assetto naturalistico spontaneo del lago Trasimeno senza mortificare l’identità territoriale e senza negare né l’aspirazione nautica né l’aspirazione balneare, il progetto è fondato su un masterplan articolato in tre azioni sinergiche: completamento delle piste ciclabili già presenti per consentire il periplo sostenibile del lago; eliminazione delle spiagge sabbiose per restaurare l’habitat lacustre spontaneo; ricomposizione dei pontili, prolungati e reinventati caso per caso come “pontile darsena” e come “pontile balneare”. I pontili esistenti, infatti, sono previsti trasformati in vere e proprie penisole artificiali, capaci di consentire sia il diporto sia l’esposizione al sole sia la balneazione nel segno della sostenibilità ambientale. In tal senso, le forme sinuose e le texture graticciate che completano i pontili esistenti sono quelle proprie della pesca lacustre (in particolare i “tori” e le “arenelle”), così come i materiali sono quelli propri dell’artigianato lacustre (legno di castagno trattato per le componenti strutturali, canne lacustri e rete da pesca tipo “martavello” per i rivestimenti). Mentre il tradizionale rapporto acqua-terra, ereditato dalle aeropitture futuriste di Alessandro Bruschetti e Gerardo Dottori, è rovesciato da architetture a zero cubatura che definiscono altrettanti belvederi dal basso rivolti verso il profilo delle colline circostanti. Eleggendo il lago Trasimeno da “mare degli Umbri” a “mare per gli Umbri”.


