TERNI – Il cantiere del Verdi si prende un anno in più. La conclusione dei lavori spostata al 2027. Quindi i tempi per aumentare i volumi ci sono, ma Palazzo Spada fa orecchie da mercante. A settembre il sindaco Bandecchi si dichiarava pronto ad ascoltare le ragioni del Comitato Pro Teatro Verdi in consiglio comunale «perché a 500 cittadini che hanno firmato un appello non si chiude la porta in faccia ma ci si parla». «Quelli del Comitato hanno delle riflessioni che vanno approfondite in consiglio comunale, il luogo massimo della trasparenza e della democrazia» – ribadiva a pochi giorni dalla Festa di Ap alla Passeggiata. E quelli dei Comitato Pro Verdi sono stati lì, al parco pubblico della Passeggiata, tutti e tre i giorni di svolgimento della festa del partito di Bandecchi, nella speranza di intercettare il sindaco. Ma niente. Bandecchi, aveva già chiarito che Palazzo Spada non poteva rischiare di perdere i finanziamenti del Pnrr e non intendeva ritardare la consegna del teatro alla città, orfana del suo tempio della cultura da ben 15 anni. Secondo il sindaco la fase di ascolto dei cittadini andava fatta prima «ma il dialogo porta sempre miglioramenti». Un Sì al consiglio comunale aperto sul Verdi e sulla proposta di innalzare la struttura fuori terra ci circa 3 metri seguendo «le indicazioni dell’architetto di fama internazionale Pier Luigi Cervellati che ha scritto una relazione sulla ricostruzione del Teatro originario». Un Sì che però non si traduce in azioni concrete per i tempi stretti. Ora i temi ci sarebbero.


