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Una Ternana in bilico, il caso Liverani (rientrato) e una società che ci pensa

Prima fuori, poi dentro. Confusione insomma per i rossoverdi

DIEGO DIOMEDI

È stata un’altra domenica agitata in casa Ternana, l’ennesima di una stagione segnata più dai colpi di scena fuori dal campo che dal percorso tecnico. Il tam tam iniziato nel post-gara con la Sambenedettese sembrava annunciare il primo vero esonero di Fabio Liverani, voci insistenti, segnali che filtravano, un clima che lasciava presagire la rottura. E invece, dopo poche ore, tutto rientrato. Prima fuori e poi di nuovo dentro. Un copione già visto.

La vicenda ricorda infatti quanto accaduto all’inizio, quando in panchina c’era Abate. Prima una decisione sembrava presa, esonerato lui e dentro Liverani. Poi tutto saltò. Nessun ribaltone, niente cambio, con Liverani che appariva destinato a un ruolo che invece non gli fu affidato. Qualche settimana più tardi, il nuovo ribaltamento, Abate stavolta esonerato per davvero e Liverani finalmente chiamato a prendere la guida della squadra. Una sequenza di passi avanti, passi indietro, ripensamenti continui.

Il punto non è più però il singolo allenatore. Non è Liverani oggi, non era Abate ieri. Il punto è una gestione che da troppo tempo si muove in equilibrio precario, oscillando tra decisioni annunciate e poi ritirate, tra segnali contraddittori e cambi di rotta improvvisi. La Ternana vive da mesi su un filo sottile. Forse, a mettersi in discussione, non dovrebbe essere sempre e soltanto chi siede in panchina (e questo Mammarella lo ha detto, tutti in discussione). Certo è che quando la confusione diventa metodo e l’instabilità continua, la responsabilità non può ricadere solo sull’allenatore di turno. In un ambiente così, nessuno può lavorare davvero con serenità.

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