TERNI – Sono in Umbria 10 dei 24 punti vendita Coop e Superconti che stanno per essere chiusi. La dismissione interesserebbe 180 lavoratori, con la Regione Umbria che non resta a guardare. Convoca sindacati e azienda: «Abbiamo seguito fin dall’inizio con grande attenzione, ponendosi in una condizione di confronto continuo, il processo di fusione per incorporazione tra Unicoop Tirreno e Coop Centro Italia. Il motivo della scelta, oltre a risiedere in una indifferibile reazione ad una crisi incipiente e conosciuta, come riportato anche nel verbale di accordo con le organizzazioni sindacali del 26 febbraio 2025, è individuato nella “volontà di rafforzare la presenza della cooperazione tra consumatori in Italia centrale”. Ciò congiuntamente all’impegno di “non procedere, in ogni caso a risoluzioni traumatiche dell’occupazione, ovvero a risoluzioni unilaterali del rapporto di lavoro per ragioni connesse o derivanti dal processo di fusione”».
«Anche in ordine alle preoccupazioni espresse dall’Assemblea Regionale – la nota di Palazzo Donini – ampie rassicurazioni in questi mesi sono state fornite dall’azienda relativamente alla volontà di non attivare alcuna procedura di licenziamento per quello che riguarda i dipendenti per i quali sarebbero state, invece, prefigurate, per un numero limitato di essi, uscite volontarie incentivate o percorsi di accompagnamento alla pensione. Accanto a ciò, il prefigurarsi di un modello riorganizzativo dei punti vendita, che avrebbe previsto, laddove necessario, fusioni e accorpamento di negozi con ricollocazione del personale in un unico punto vendita, senza far riferimento a vendite o trasferimento ad altra proprietà di parte degli stessi. Impegni da riscontrare nel Piano Industriale del nuovo soggetto cooperativo, su cui da pochi giorni è iniziato il confronto sul tavolo nazionale con le organizzazioni sindacali. Le notizie apprese dai comunicati post incontro del tavolo, relative ad una ipotizzata riduzione di personale -180 unità- delle due sedi di Vignale e Castiglione del Lago, della eventuale dismissione di 24 punti vendita -circa 340 dipendenti impiegati- e possibili cessioni a soggetti altri di individuare sul mercato, destano enorme incertezza e preoccupazione nella comunità dei lavoratori e in quella delle rappresentanze istituzionali. In tal senso si è inteso immediatamente convocare i sindacati per il giorno 9 dicembre presso la Presidenza della Regione, per un confronto nel merito delle questioni sottoposte dall’azienda sul tavolo nazionale di confronto. Collateralmente è convocato per il giorno 12 mattina un incontro in Regione con l’azienda e le organizzazioni sindacali per un primo confronto sulle ripercussioni occupazionali e di sviluppo del piano industriale della nuova compagine cooperativa interregionale. La Giunta Regionale sta agendo, come in ogni occasione, con l’intento di difendere i livelli occupazionali attuali in intesa con le organizzazioni sindacali, oltre che tutelare la presenza in regione di una fondamentale rete di distribuzione alimentare e di partecipazione dei consumatori-soci».


