Indiscreto/ L’aeroporto in perdita. I Comuni di Assisi e Perugia non pagano. La Regione chiede l’anticipo alla Fondazione

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Una situazione incomprensibile. E così un traino fondamentale per lo sviluppo dell’Umbria, come lo scalo perugino, diventa un problema. E invece che di nuovi lavori da fare, si vocifera di cambiare il direttore Solimeno

DI Marco Brunacci

PERUGIA – Ultime notizie dall’aeroporto, struttura fondamentale per lo sviluppo dell’Umbria, ma, adesso, a quanto pare, con la nuova giunta regionale, in crisi di identità.
1.La nuova gestione regionale, dell’era Proietti, pare sia molto preoccupata per i pochi soldi che mancano per far tornare il bilancio in attivo (ma il problema semmai è come è stato fatto il disavanzo). Tanto che – ecco l’indiscrezione –  avrebbe perfino chiesto alla Fondazione Perugia di anticipare il suo contribuito. La Fondazione non è un socio qualsiasi, è stata la prima a credere nello scalo perugino ed è stata determinante per il suo decollo, con l’aerostazione a firma di Gae Aulenti, archistar internazionale tra le più note e accreditate al momento della progettazione e costruzione. Anticipare quote dell’anno prossimo? A giudicare da fuori, un’ipotesi, visto l’argomento, campata in aria.

2.Tanto più che la gestione regionale ha di fatto esentato dal pagamento della quota Sase, due soci fondamentali per l’aeroporto, che ne traggono i maggiori benefici. Sono: il Comune di Perugia e quello di Assisi. Quali le ragioni di questa scelta? Si può immaginare solo che siano ragioni tutte ed esclusivamente politiche. Dal punto di vista, diciamo, tecnico-amministrativo è una situazione incomprensibile. Non si capisce proprio come i due Comuni restino, nella società Sase, senza versare la quota. E senza neanche mettere in vendita le loro partecipazioni.
3.Pensare che lo scalo perugino, che continua ad avere un flusso di passeggeri da record, era indirizzato sulla via della crescita, capace di fare concorrenza ai più vicini aeroporti e in grado di mettersi nelle condizioni di diventare una sorta di terzo scalo di Roma. Per questo erano stati impostati dalla Giunta Tesei lavori di allungamento della pista e di ingrandimento dell’aerostazione, non più sufficiente per il traffico attuale, ma soprattutto per quello che si immaginava nel futuro.
4.A che punto siamo con i lavori? Mah. Si pensa al piccolo deficit, non si progetta il futuro. E non ci si intende con Ryanair. Nebbia fitta.
5.In compenso, a sentire qualche voce che circola insistente, la nuova gestione regionale, dell’era Proietti,  starebbe cercando di sostituire l’attuale direttore, Solimeno, la cui competenza tecnica non si discute e che è uno dei punti di forza e non uno dei problemi di questo aeroporto, finito tra le nuvole della politica.

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