Penalizzazione Ternana, i Rizzo attaccano Guida e D’Alessandro

L’attuale proprietà del Club rossoverde si smarca dalle precedenti gestioni e fa ricorso

TERNI – No sono nè i fratelli D’Alessandro né Nicola Guida. L’attuale proprietà della Ternana calcio continua a smarcarsi dalle precedenti gestioni e presenta ricorso alla Corte d’appello federale per impugnare i 5 punti di penalizzazione che hanno dissanguato la pur buona classifica del Club.

Ma quello che sul campo i giocatori hanno conquistato, è stato dilapidato dal mancato rispetto delle scadenze da parte della società, quando era gestita  da Guida e poi dai fratelli D’Alessandro. E’ su questo che ora battono i Rizzo. I cinque punti di penalizzazione sono stati comminati in riferimento al mancato pagamento degli emolumenti e degli incentivi all’esodo dovuti in favore dei tesserati per la mensilità di giugno (entro il 1 agosto). Due i punti per il mancato pagamento degli stipendi, due per ‘altri compensi’ ed uno per l’applicazione della recidiva.  Sull’applicazione della recidiva avrebbe riguardato l’attività gestionale di un soggetto diverso rispetto a Stefano D’Alessandro, il quale avrebbe acquisito la Ternana Calcio in epoca successiva. La sanzione irrogata avrebbe riguardato una violazione disciplinare diversa rispetto a quella del deferimento. Occorre far riferimento – la spiegazione dei legali del Club – alla penalizzazione risalente alla gestione Guida per il mancato versamento, entro il termine del 16 settembre 2024, delle ritenute Irpef relative alle mensilità di maggio e giugno 2024. 

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