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«Bene l’aeroporto, ma adesso si facciano pagare Perugia e Assisi»

«Rimane centrale – aggiunge Melasecche – anche il tema dei collegamenti strategici: è fondamentale che si ottenga un collegamento su Milano, cuore economico del Paese, e anche su Francoforte»

PERUGIA – Bene l’aeroporto, ma adesso si facciano pagare Perugia e Assisi. È quanto ribadisce Enrico Melasecche (capogruppo Lega Umbria e vice presidente Commissione Infrastrutture e Trasporti), evidenziando che «Le notizie emerse a mezzo stampa sul potenziamento dell’operativo estivo 2026 da parte di Ryanair sull’aeroporto internazionale dell’Umbria San Francesco d’Assisi confermano che il percorso intrapreso nella precedente legislatura dalla Giunta Tesei procede nella direzione giusta, che più volte avevamo sollecitato a proseguire. I risultati che si continuano a registrare sono il frutto della visione e del coraggio dimostrato da noi fin dai due anni terribili del Covid, senza considerare che nel 2019 abbiamo ereditato uno scalo aeroportuale in condizioni drammatiche, sull’orlo del fallimento, privo di una strategia industriale e marginale rispetto ai grandi flussi turistici ed economici».

«La scelta politica di investire sull’aeroporto dell’Umbria – prosegue il consigliere di opposizione – è stata chiara fin dall’inizio: senza un’infrastruttura efficiente e moderna, non può esserci crescita reale del territorio. Per questo non ci siamo limitati ad attrarre rotte, ma abbiamo lavorato per garantire risorse certe destinate agli interventi strutturali indispensabili ad accompagnare l’aumento dei passeggeri, oltre ad aprire i primi contatti con il ministero dei Trasporti per ottenere i vantaggi della continuità territoriale, che l’attuale Giunta deve impegnarsi a concludere positivamente. Quanto all’ampliamento dell’aeroporto internazionale dell’Umbria, abbiamo lasciato in dote oltre 10 milioni di euro, finalizzati al potenziamento della struttura e al miglioramento dei servizi offerti agli utenti. Di queste risorse, 5,1 milioni di euro provengono dal Fondo per lo Sviluppo e la Coesione, nell’ambito della programmazione nazionale 2021-2027, 1,7 milioni di euro rappresentano il cofinanziamento della Sase a cui si aggiungono ulteriori risorse messe in campo dal Governo, grazie alla nostra intermediazione, per l’Ottocentenario della morte di San Francesco, inseriti nel più ampio finanziamento di circa 80 milioni di euro che abbiamo fatto deliberare dal CIPESS. È su queste basi che negli ultimi anni l’aeroporto dell’Umbria ha registrato crescite costanti e risultati riconosciuti anche a livello europeo. Prendiamo atto positivamente che l’attuale Giunta abbia accolto le nostre sollecitazioni sul rafforzamento del rapporto con Ryanair, ma ora è necessario passare dagli annunci alla piena attuazione degli interventi previsti. Serve un cronoprogramma chiaro e vincolante sui lavori già finanziati, perché solo completando le opere strutturali si può sostenere in modo stabile la crescita dello scalo. Rimane centrale – aggiunge Melasecche – anche il tema dei collegamenti strategici: è fondamentale che si ottenga un collegamento su Milano, cuore economico del Paese, e anche su Francoforte, cruciale per i collegamenti grazie alla sua posizione di hub internazionale. Auspico che la Giunta regionale prosegua lungo questo tracciato, senza distrazioni e senza rallentamenti, nell’interesse dello sviluppo dell’intera regione, chiamando a collaborare agli ulteriori investimenti i Comuni di Perugia e Assisi, come ha più volte sollecitato l’ex presidente della Corte dei Conti, dott. Colosimo. Le quote dovute peraltro sono di importo molto ridotto, considerato che tutti gli altri Comuni già contribuiscono indirettamente a questo successo, ma che i due citati traggono i maggiori vantaggi dallo sviluppo dell’aeroporto sia come soci, sia in quanto maggiori fruitori della struttura».

«A tal proposito – conclude Enrico Melasecche – va ricordato anche che sia il finanziamento annuo di 4 milioni che il servizio Umbria Air Link, ovvero il collegamento dell’aeroporto con Perugia e Assisi, sono finanziati con la fiscalità generale che fa carico a tutti e 92 i comuni umbri, anche quelli dell’Umbria più a sud, nonostante i loro residenti abbiano spesso maggiore convenienza a utilizzare gli aeroporti romani. Coesione e solidarietà debbono rafforzarsi, ma contribuendo tutti in modo equo e non sperequato. Su questi temi solleciterò a breve la Giunta con un’interrogazione in Aula alla quale auspico arriveranno risposte precise e puntuali».

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