Furti, droga, violenze e baby gang: l’Umbria criminale secondo Sergio Sottani

Perugia, Terni e Spoleto: i dati e le relazioni del procuratore generale e del presidente della Corte d’Appello in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario

PERUGIA – La relazione del Procuratore Generale di Perugia presenta un quadro complessivo delle attività svolte nel corso del periodo di riferimento dell’anno giudiziario (1° luglio 2024-30 giugno 2025), illustrando le principali direttrici d’azione seguite dagli uffici requirenti del distretto.
Per quanto riguarda l’attività giudiziaria, si segnalano alcune tendenze di particolare rilievo che caratterizzano il quadro della sicurezza nel territorio umbro: un volume significativo di procedimenti e una particolare incidenza dei reati contro la persona e contro il patrimonio.
Tra le principali criticità si registra un aumento dei furti in abitazione, reati che destano particolare allarme sociale poiché violano la sfera più intima dei cittadini. Si tratta di condotte difficili da indagare, anche a causa della necessità di un’intensa attività preventiva di controllo del territorio, che non rientra propriamente nelle competenze dell’autorità giudiziaria. Dai dati raccolti nel triennio emerge, per il periodo 1° luglio 2024 – 30 giugno 2025, un incremento di circa il 32% dei furti in abitazione. Contestualmente, nello stesso intervallo temporale, si registra un dato rilevante dei procedimenti iscritti a carico di autori ignoti, 8475 su 9330.
Persistono, inoltre, dati preoccupanti in materia di traffico di sostanze stupefacenti, con sequestri significativi che rivelano una domanda costante e radicata. È dei giorni scorsi un monitoraggio promosso da questa Procura Generale, riferito al triennio 2023-2025, riguardante l’ingresso e il sequestro di sostanze stupefacenti negli istituti penitenziari umbri. Il dato più significativo è rappresentato dal totale delle sostanze sequestrate nel triennio: oltre 3,7 chilogrammi di droga intercettati dalla Polizia Penitenziaria all’interno delle quattro carceri.
Anche l’andamento dei flussi di affari sopravvenuti nel triennio, in materia di stupefacenti, evidenzia nel distretto, dopo un calo nel 2024 (511 contro i 583 del 2023) un incremento nel 2025 (622).
Nella sua relazione il Procuratore Generale evidenzia che non meno allarmante è il fenomeno della delinquenza minorile. I dati parlano di un incremento significativo dei procedimenti a carico di minori, spesso coinvolti in episodi di violenza, devianza digitale e reati contro la persona. L’ambiente digitale svolge un ruolo centrale in queste dinamiche, come dimostrato da episodi recenti che hanno coinvolto minori e giovanissimi, spesso privi della consapevolezza necessaria per affrontare i rischi del web e del dark web. Di fronte a questa emergenza educativa, la risposta non può essere solo repressiva: serve un’alleanza tra scuola, servizi sociali e giustizia.
In questa direzione va anche il protocollo siglato con la Procura per i Minorenni dell’Umbria e la Procura della Repubblica di Perugia per contrastare la radicalizzazione giovanile, che rafforza il coordinamento tra istituzioni e promuove percorsi di prevenzione e reinserimento.
Preme evidenziare, altresì, l’avvio nel maggio 2025 del progetto “Giovani e territorio-Mappatura e intervento sul disagio giovanile”, realizzato in collaborazione con il Comune di Perugia e l’Università degli Studi di Perugia, finalizzato a rilevare e comprendere le dinamiche del disagio giovanile nel territorio.
Il progetto, tuttora in corso, ha concluso una prima fase di analisi, il cui report ha restituito un quadro particolarmente significativo: sono state esaminate 97 sentenze di primo grado emesse nel 2025, riguardanti 124 imputati minorenni. L’indagine evidenzia che il fenomeno della devianza minorile presenta caratteristiche ricorrenti e strutturate, con imputati in larga prevalenza maschi e con età media di 15 anni. La maggior parte dei reati è stata commessa nei territori di Perugia e Terni, confermando la concentrazione dei casi nei principali centri urbani.
Oltre il 90% dei fatti contestati rientra nella categoria dei delitti, soprattutto contro il patrimonio e contro la persona. È emersa una forte incidenza di condotte commesse in gruppo e, in numerosi casi, in continuazione, elementi che suggeriscono dinamiche relazionali complesse e comportamenti ripetitivi. Le vittime, spesso minorenni, risultano talvolta legate agli imputati da rapporti di conoscenza pregressa, delineando contesti di prossimità e fragilità socio-relazionali.
Sul piano processuale, emerge la centralità degli strumenti propri del sistema penale minorile: sul campione analizzato, la Messa alla Prova e le valutazioni psicologiche sembrano aver rappresentato strumenti determinanti, con esiti prevalentemente attenuanti. L’esito complessivo delle sentenze confermerebbe un approccio orientato alla responsabilizzazione più che alla punizione: il 94% dei minori è stato assolto, mentre solo il 5,6% ha subito una condanna.
Questi primi risultati sembrano quindi rafforzare la necessità di interventi coordinati e multidisciplinari, confermando che la prevenzione della devianza minorile richiede una rete integrata di scuola, famiglia, servizi sociali, enti locali e giustizia, capace di leggere precocemente i segnali di disagio e costruire percorsi efficaci di sostegno, educazione e inclusione.
Per quanto riguarda la violenza di genere, il distretto umbro conferma una particolare attenzione sul tema, da ricordare che nel nostro territorio si sono verificati a livello nazionale il primo caso di femminicidio del 2025 oltre a quello commesso quasi contestualmente all’introduzione della nuova fattispecie di reato. Tali episodi mostrano come l’inasprimento delle pene non sia sufficiente a prevenire condotte così gravi, che richiedono anche interventi culturali e formativi.
Il sistema di monitoraggio presso le Procure, attivato da questo Ufficio, evidenzia, trimestre dopo trimestre, un aumento dei fascicoli trattati, in linea con la tendenza nazionale. Già all’ultima inaugurazione dell’anno giudiziario si era rilevato un balzo significativo delle notizie di reato e una crescita dei procedimenti davanti alla Corte d’Appello, di cui una percentuale significativa riferita a maltrattamenti in famiglia, violenze sessuali e atti persecutori.
Nel Distretto, gli uffici giudiziari hanno costituito gruppi di lavoro specializzati per gestire i reati da “codice rosso”. Alla Procura di Perugia è stato istituito un turno urgenze dedicato, e tra luglio 2024 e giugno 2025 sono stati iscritti 516 procedimenti di violenza di genere, con 109 misure cautelari richieste (prevalentemente allontanamenti o divieti di avvicinamento), e, nei casi di violazione, misure ancora più severe, fino alla custodia cautelare. È stato fatto largo uso dell’incidente probatorio per accelerare le indagini e tutelare le vittime.
Anche a Terni e a Spoleto l’attività giudiziaria si è adeguata all’aumento dei casi: a Terni i procedimenti sono quasi raddoppiati negli ultimi due anni, con 459 iscrizioni e 149 richieste di misure cautelari nel solo periodo tra il 30 luglio e il 6 agosto 2025. A Spoleto, l’ufficio ha aumentato da due a tre i magistrati specializzati, e nel periodo preso in esame si sono registrati 331 procedimenti da “codice rosso”, 40 casi di violenza sessuale e 86 di atti persecutori, con 42 misure cautelari ottenute.
Infine, anche dai dati della Procura per i Minorenni si segnala come la violenza di genere si manifesti sempre più in relazioni affettive tra adolescenti, anche in forma psicologica e digitale. Nel periodo considerato sono stati iscritti 54 procedimenti, con un ascolto tempestivo della parte offesa in molti casi. Anche qui, l’azione si combina con un progetto culturale: serve una educazione emotiva, relazionale e digitale, per prevenire la violenza già nelle relazioni giovanili.
La Procura Generale prosegue nel coordinamento con gli uffici requirenti e nella condivisione tempestiva delle novità normative, mentre si consolidano protocolli e intese interistituzionali che rafforzano la rete di prevenzione e tutela che confermano l’esigenza di interventi rapidi, formazione specialistica e applicazione rigorosa delle migliori prassi operative, al fine di garantire protezione alle vittime e un contrasto sempre più efficace ai fenomeni di violenza.
Sul fronte della criminalità organizzata, le indagini confermano la presenza di infiltrazioni mafiose silenti, capaci di alterare i flussi economici attraverso riciclaggio, narcotraffico e investimenti illeciti. Il rischio è quello di una criminalità che si mimetizza, sfruttando le fragilità del tessuto produttivo e sociale. Per questo, la Procura Generale ha promosso la creazione di un Osservatorio interregionale sul caporalato e sugli infortuni sul lavoro, in collaborazione con la Procura Generale di Ancona: uno strumento concreto per monitorare, prevenire e contrastare lo sfruttamento dei lavoratori e le nuove forme di schiavitù.
Sempre unitamente al Procuratore Generale anconetano, il Procuratore Generale Sergio Sottani ha incontrato a Perugia, la scorsa settimana, il Commissario per la ricostruzione post sisma 2016, l’on. Guido Castelli, per un punto della situazione in ordine ai dati che emergono con riferimento ai fondi pubblici destinati alla ricostruzione ed al rischio di infiltrazioni mafiose sugli stessi.
Il tema degli istituti penitenziari umbri resta una priorità assoluta. Dai dati esaminati emerge che, dal 2021 al 2025, gli ingressi di detenuti arrestati in Umbria sono diminuiti, passando da 648 a 510 unità. Parallelamente, però, è aumentata la popolazione detenuta presente nelle quattro carceri umbre: dai 1.334 detenuti del 2021 ai 1.675 registrati al 1° dicembre 2025, con un sovraffollamento del 25% rispetto alla capienza regolamentare (1.339 posti). Le strutture più colpite risultano le Case Circondariali di Perugia e Terni, entrambe con un sovraffollamento superiore al 35%, mentre a Spoleto il problema riguarda la sezione di media sicurezza. L’aumento è legato anche a trasferimenti da altre regioni per ragioni di ordine e sicurezza.
Sul piano della composizione della popolazione detenuta, si registra la presenza di 573 detenuti stranieri su 1.675 totali (oltre il 34%). La Casa Circondariale di Perugia ospita da sola 249 stranieri su 490 detenuti, cioè oltre il 50%. Le nazionalità prevalenti sono Marocco (109), Tunisia (105), Albania (79), Nigeria (58) e Romania (57), rappresentando complessivamente il 61% degli stranieri presenti.
Preoccupante il numero di reati commessi all’interno delle carceri: nel 2025 si sono registrate 84 aggressioni fisiche al personale di Polizia Penitenziaria, dato analogo agli 82 episodi dell’anno precedente. Sono stati accertati anche 21 casi di introduzione di sostanze stupefacenti e 24 episodi di rinvenimento di coltelli rudimentali.
Particolarmente significativo è l’aumento dei telefoni cellulari sequestrati: da 73 dispositivi nel 2024 a 104 nel 2025, con un incremento superiore al 42%. Un monitoraggio condotto nei mesi scorsi dal Procuratore Generale aveva già evidenziato una crescita costante del fenomeno. La maggior parte dei telefoni è risultata in possesso di detenuti italiani del circuito di alta sicurezza, mentre altri apparecchi sono stati trovati in aree comuni o spazi esterni, pronti per essere introdotti negli istituti. L’introduzione di tali dispositivi, spesso tramite tecniche di contrabbando sempre più sofisticate, rappresenta una minaccia concreta perché consente ai detenuti di mantenere contatti illeciti con l’esterno e proseguire attività criminali. Per questo, la Polizia Penitenziaria ha intensificato controlli e indagini, avvalendosi anche di nuove tecnologie.
Sul piano organizzativo, viene richiamata la recente istituzione del Provveditorato Regionale dell’Amministrazione Penitenziaria UmbriaMarche, attivato con D.P.C.M. 30 ottobre 2024 n. 196 e reso operativo con i decreti ministeriali del 2025. La sede, collocata a Perugia, sarà pienamente funzionante entro febbraio 2026 e avrà competenze di coordinamento, gestione e sicurezza nelle strutture penitenziarie delle due regioni, al fine di garantire un rafforzamento della presenza amministrativa sul territorio e un’organizzazione più efficiente dei servizi.
L’assenza di una REMS regionale, Residenza per l’Esecuzione delle Misure di Sicurezza, continua a generare situazioni di grave disagio nella gestione dei soggetti affetti da disturbi psichiatrici. Si tratta di criticità che questo Ufficio segnala da tempo e che trovano conferma anche nella bozza del Piano sociosanitario regionale 20252030 della Regione Umbria, la quale recepisce integralmente le stesse problematiche riconoscendone l’urgenza e la necessità di interventi strutturali.
Da sottolineare l’importante attività svolta dall’ufficio S.D.I., istituito presso la Procura Generale nel 2021, con il supporto di personale della Polizia Penitenziaria, per il rintraccio dei condannati irreperibili. Grazie all’accesso al Sistema Informativo Interforze e al SIAP/AFIS, che consente la gestione sul territorio nazionale di tutte le informazioni relative alle persone in esecuzione penale, l’Ufficio svolge consultazioni quotidiane e incrocia i dati utili all’individuazione e alla cattura dei ricercati in Italia e all’estero.
Nel periodo 1° luglio 2024–30 giugno 2025 sono state effettuate 329 interrogazioni e 32 inserimenti in S.D.I., con la cattura di 14 irreperibili per un totale di 66 anni, 6 mesi e 11 giorni di reclusione. Dalla nascita dell’Ufficio, a fronte di un iniziale elenco di 203 irreperibili, sono stati arrestati 4 soggetti (ottobre 2021–giugno 2022), 11 (luglio 2022–giugno 2023), 19 (luglio 2023–giugno 2024) e 6 (luglio–dicembre 2025), a conferma della progressiva efficacia del monitoraggio.
Nella relazione vengono anche evidenziate le criticità legate alla carenza di organico, sia di personale di magistratura che amministrativo, affrontate attraverso una redistribuzione più mirata delle risorse e con l’impiego di strumenti tecnologici avanzati, oltre all’attivazione delle procedure di interpello e di applicazione presso le Procure interessate come previste dalla normativa vigente, nonché alle segnalazioni inoltrate al Ministero della Giustizia.
Innovazione tecnologica e trasparenza restano i cardini dell’impegno dell’Ufficio. L’adozione di strumenti di intelligenza artificiale nei processi amministrativi e giudiziari, dal progetto pilota sui Mandati di Arresto Europei alla digitalizzazione dei fascicoli, fino alla formazione del personale, si è rivelata una scelta strategica per garantire una giustizia più rapida, accessibile e moderna. Proprio grazie a questo percorso di innovazione, l’Ufficio di Procura Generale è stato recentemente selezionato, unico in Italia tra quelli requirenti di secondo grado, per partecipare al progetto del CSM dedicato alla ricognizione sull’utilizzo dell’IA negli Uffici giudiziari, finalizzato anche all’individuazione di Buone Prassi da diffondere sul territorio nazionale.
In conclusione, la Procura Generale rinnova il proprio impegno a garantire un servizio giudiziario all’altezza delle aspettative della collettività, fondato sul lavoro di squadra, sulla valorizzazione delle competenze e sulla collaborazione tra tutte le istituzioni. Questo grazie anche al prezioso contributo del personale di magistratura, amministrativo, forze di polizia, e a tutti coloro che, con dedizione e professionalità, contribuiscono ogni giorno a rendere la giustizia un presidio di legalità e di tutela.
In tema di comunicazione istituzionale si segnala la recente realizzazione di un video da parte di studenti che descrive il funzionamento ed i servizi svolti dalla Procura Generale di Perugia. Il video è raggiungibile nel sito della Procura Generale.
Si ricorda che da domani, 31 gennaio 2026, nel sito della Procura Generale verranno pubblicati, oltre al link per seguire da remoto la cerimonia di inaugurazione dell’Anno giudiziario 2026, la relazione integrale del Procuratore Generale, il suo intervento, i grafici con i dati riguardanti le tipologie di reato e le slide con le principali notizie che hanno caratterizzato questo anno giudiziario appena concluso.

A courtroom scene with several judges in red robes seated at a table, one judge standing and speaking. A guard in ceremonial uniform stands to the side. The room has large windows and an ornate chandelier.

Marco Settimi muore a 39 anni sulla Cassia, dopo aver finito il turno di lavoro

Assisi capitale, Valnerina succursale. La Regione attacca Roma sul dimensionamento scolastico e poi penalizza le sue aree interne