TERNI – Il Consiglio comunale ha approvato il nuovo Statuto con 28 favorevoli e 3 contrari. Un percorso avviato il 19 febbraio 2025, con la decisione della Conferenza dei presidenti dei gruppi consiliari di istituire una commissione speciale per la revisione dello Statuto e del regolamento del Consiglio comunale. Commissione che, dopo essersi riunita trenta volte, ha concluso i propri lavori loscorso 8 ottobre, approvando all’unanimità la bozza del nuovo documento. Il numero degli articoli passa da 96 a 70, anche se per il consigliere di Fratelli d’Italia, Marco Celestino Cecconi, qualcuno non andava eliminato. «Lo Statuto di un Comune è una sorta di “Carta fondamentale” dell’Ente – l’intervento in aula di Cecconi – destinata a durare per consiliature e consiliature. È una Carta che non segue – non deve seguire e non può seguire – le contingenti vicende politiche. Non può seguire le alterne vicende delle maggioranze e delle minoranze; non può – non deve – assecondare le convenienze del momento, di questo o quello schieramento. Lo Statuto è uno strumento di garanzia al di sopra delle parti. Cecconi, nel suo intervento in aula, segnala alcune «forzature di convenienza»: se prima le uniche eccezioni al diritto di accesso agli atti erano legate alle riserve di legge, oggi compaiono i “motivi di riservatezza”. Non solo: nel nuovo Statuto scompare del tutto l’articolo 6, che era dedicato all’informazione ai cittadini e alla comunicazione pubblica».
Di fatto nel nuovo Statuto vengono formalmente abolite le circoscrizioni di decentramento territoriale dopo l’effettivo stop datato del 2010, mentre viene istituito il garante comunale dei diritti delle persone private della libertà personale e si registra la conferma del Centro per le pari opportunità.
Molte le novità per le Commissioni e per il loro funzionamento: le convocazioni del Consiglio avverranno tramite pec «con termini ridotti di 4 giorni, 24 ore per l’urgenza» e si porta a cinque il numero delle commissioni permanenti, di cui quattro istruttorie e non più tre come finora, più quella di controllo e garanzia. E’ previsto altresì il «rafforzamento del ruolo del presidente del consiglio comunale». E’ oggetto di una riscrittura anche il testo che riguarda il Sindaco, con l’aggiornamento delle disposizioni su nomina, revoca e incarichi a consiglieri e cittadini esperti» per «maggiore flessibilità amministrativa e trasparenza operativa». Il Sindaco infatti può affidare ad uno o più consiglieri comunali incarichi per lo studio e l’approfondimento di particolari problematiche legate all’attuazione del programma Amministrativo, e può coinvolgere a titolo di partecipazione nonché a titolo gratuito, singoli cittadini nella definizione della programmazione dell’attività dell’amministrazione comunale. Il cittadino che offre la propria partecipazione risponde esclusivamente al Sindaco. Nel documento viene anche rafforzata la distinzione tra l’indirizzo politico e la gestione. Per quel che concerne i gettoni di presenza dei consiglieri comunali viene ora puntualizzato che è «corrisposto per l’effettiva partecipazione ad ogni seduta del consiglio e delle commissioni. L’ammontare del gettone di presenza è determinato dal consiglio comunale nel rispetto delle norme di legge». Non c’è più invece il passaggio sul fatto che «l’ammontare è commisurato all’indennità mensile corrisposta al sindaco e non può essere inferiore ad un sessantesimo di tale indennità. In nessun caso l’ammontare dei gettoni spettanti al singolo consigliere, nell’ambito di un mese, può superare l’importo di un terzo dell’indennità mensile percepita dal sindaco». Infine per quanto riguarda le forme associative, i controlli e la contabilità, si stabiliscono la «Armonizzazione con la contabilità armonizzata e la revisione economico-finanziaria e la introduzione di sanzioni pecuniarie e controlli più strutturati, con l’aggiornamento delle sanzioni amministrative periodicamente e non ogni cinque anni come in precedenza».
Il consiglio comunale ha approvato ad ampia maggioranza un emendamento del Pd che innalza da 14 a 16 il numero minimo di consiglieri comunali per la convocazione dell’assemblea in seconda battuta.


