La Regione spiega la stangata delle tasse: oggi pagano i soliti noti e, tra qualche mese, i più deboli. Però si salvano i furbi

Una nota imbarazzante della giunta regionale (testo, qui sotto, completo), come spiega il nostro attento osservatore Marco Regni in un post

PERUGIA – Un preoccupato post di Marco Regni annuncia una nota inquietante della Regione.
Ci manca che sottolinei che gli evasori fiscali umbri comunque non pagheranno. E che vengono salvati i furbi e perseguiti con le stra-tasse, in fondo, soltanto i “soliti noti” (60mila famiglie).
Ecco il post di Regni.

Post di Marco Regni che critica una nota della Regione Umbria riguardante l'addizionale regionale IRPEF, con un'immagine che illustra le affermazioni centrali del messaggio.

Di seguito il comunicato della Regione

A seguito della manovra fiscale due umbri su tre pagheranno meno o non subiranno aumenti: lo ribadisce la Regione Umbria facendo chiarezza rispetto a ricostruzioni non corrette circolate negli ultimi giorni.

A proposito dei reali effetti della rimodulazione dell’addizionale Irpef, la Regione chiarisce che la detassazione regionale per i redditi da zero a 28mila euro e lo sgravio di 150 euro per i redditi fino a 50mila euro – a cui si aggiunge la riduzione di due punti percentuali dell’aliquota Irpef nazionale (dal 35 per cento al 33 per cento) – determinano diminuzioni significative dell’imposta sui primi due scaglioni di reddito e modesti scostamenti sul terzo scaglione.

Eventuali disallineamenti percepiti da alcuni contribuenti sul “netto” mensile in busta paga o pensione, possono dipendere, come sta avvenendo anche in altre regioni, dai tempi tecnici di aggiornamento dei sistemi di elaborazione stipendiali e pensionistici. Una volta completati gli adeguamenti, gli importi saranno riallineati tramite conguagli e ricondotti alla corretta applicazione delle disposizioni fiscali.

Nella fascia fino a 28mila euro rientrano i due terzi dei contribuenti: 111.056 persone tra zero e 15mila euro (21,8 per cento) e 227.453 persone tra 15 e 28mila euro (44,7 per cento). In queste due fasce l’andamento è complessivamente favorevole e progressivo. A titolo esemplificativo: a 20mila –20 euro, a 22mila –27 euro, a 25mila –39 euro, a 26mila –43 euro e a 28mila –51 euro annui.

Nella fascia da 28mila a 50mila euro di imponibile, l’effetto si presenta in equilibrio e, nel complesso, contenuto: lo sgravio regionale di 150 euro e la riduzione dell’aliquota nazionale riducono gli scostamenti. Le simulazioni riportano +9 euro mensili a 30mila euro, +4 euro mensili a 40mila, un euro in più di Irpef mensile a 45mila; mentre a 50mila euro la variazione stimata torna negativa con meno un euro al mese.

Per i redditi superiori a 50mila euro, con 35.564 persone (7 per cento), le stime evidenziano incrementi annui all’aumentare dell’imponibile: 19 euro mensili a 55mila euro, 33 euro mensili a 65mila, 46 euro mensili a 75mila, 53 euro mensili a 80mila fino a 81 euro mensili a 100mila euro. La stima dell’effetto mensile è calcolata su 11 mensilità.

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