AU. PROV.
TERNI – La prima giornata di protesa delle truppe di Bandecchi sotto le finestre della Regione, si conclude con un giallo: la sparizione degli striscioni che i manifestanti si sono portati da Terni. Come i bomboloni, che però sarebbero finiti nello stomaco dagli amministratori di Ap. E’ infatti sulla sparizione degli striscioni che monta la polemica politica. «Durante il presidio di oggi in Regione per il nuovo ospedale di Terni è accaduto un fatto che non può e non deve passare sotto silenzio – denuncia il popolo di Ap – in un arco di tempo di circa quindici minuti, mentre una quindicina di manifestanti rimasti al presidio si allontanava per rifocillarsi, sono scomparsi gli striscioni e i cartelloni con cui era stato allestito il gazebo. Materiale pubblico. Pacifico. Non rifiuti. Non oggetti abbandonati. Striscioni di una protesta civile. Questo gesto è grave. Ma soprattutto è rivelatore. Rivela un clima di prepotenza istituzionale, di fastidio verso chi osa disturbare equilibri consolidati. Rivela l’idea che Terni debba protestare solo finché non dà fastidio, solo finché resta silenziosa e marginale».
«Un atteggiamento che sa di arroganza di potere di supremazia». Per il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi non è uno sgarbo o una bravata, «un atto che colpisce la dignità e i diritti dei ternani.«Questo episodio non ci fermerà – tuona Bandecchi – anzi. È la conferma che la strada intrapresa è quella giusta. Se oggi Terni ha “dato fastidio”, significa che finalmente si è fatta sentire. Forse i ternani, per troppo tempo, non hanno mai dato abbastanza fastidio. Forse ora qualcuno dovrà abituarsi all’idea che Terni non abbasserà più la testa, che non chiederà più permesso per difendere il proprio ospedale, e che il rispetto non si rimuove insieme a uno striscione. Da oggi una cosa è chiara: Terni non torna indietro. E chi pensa di poter cancellare una battaglia politica facendo sparire dei cartelloni, ha appena dimostrato di averne paura».










