TERNI – Vertenza Unicoop, la tensione sale. L’incontro tra i vertici della Coop e le organizzazioni sindacali, non ha sortito gli effetti sperati. Le posizioni sono ancora molto, ma molto, distanti. Se dal punto di vista della Coop permane la convinzione che le cessioni annunciate siano indispensabili, le organizzazioni sindacali ribadiscono la propria contrarietà evidenziando (nuovamente) come queste siano state decise senza tentativi preventivi di rilancio. «Si è sollecitata Unicoop ad un supplemento di riflessione sul perimetro delle cessioni». Per le segreterie di Filcams, Fisascat e Uiltucs «il piano di 24 cessioni e chiusure, unito alla riorganizzazione delle sedi, mina due importanti presupposti degli accordi: la tutela dell’occupazione e il mantenimento del presidio territoriale».
«Dal punto di vista occupazionale, infatti, la cessione dei punti vendita ad altri operatori non rappresenta di per sé una garanzia per lavoratrici e lavoratori, come dimostrano numerosi casi precedenti , anche recenti in ambito Coop. Sul tema delle sedi, la cooperativa si è limitata a illustrare lo schema delle 180 posizioni considerate in esubero, diviso per aree funzionali, allora le organizzazioni sindacali, anche in questo caso, hanno ribadito che occorre un modello organizzativo chiaro e omogeneo. Troppo distanti le posizioni. Le organizzazioni sindacali ritengono indispensabile proseguire e accelerare il confronto, che è stato aggiornato al prossimo 20 gennaio, consapevoli che la ricerca di possibili soluzioni passa da una necessaria revisione del piano iniziale presentato dalla Coop e dalle garanzie che Unicoop Etruria dovrà negoziare e riconoscere. Nelle more del confronto rimane aperto lo stato di agitazione di lavoratrici e lavoratori di Unicoop Etruria e Superconti.
Dura la posizione degli assessori al commercio Rezi e allo sviluppo economico Cardinali:«Quando la Coop Centro Italia acquistò il gruppo Superconti lo fece, ora è chiaro, per sbaragliare una concorrenza scomoda, ed occupare una fetta di mercato più grande». «Doppioni a pochi km di distanza ora diventano motivo di disimpegno – tuonano Stefania Renzi e Sercio Cardinali – e anche il criterio di salvaguardare prima i soci lavoratori di Coop rispetto ai lavoratori di Superconti non è accettabile proprio da chi ha basato il modello di impresa, con laute agevolazioni, sul valore del lavoro. Rischi che le comunità non possono accettare, i negozi di prossimità restano un presidio soprattutto per gli anziani che vivono le nostre città, un servizio anche sociale che rischia di venire meno a causa delle strategie sbagliate di soggetti che non hanno mai pagato in solido per le proprie scelte, mancando in capo a loro il rischi di impresa. La Regione, che finora ha gestito in solitaria la partita con i sindacati, convochi subito un tavolo con le istituzioni locali interessate prima del prossimo incontro».
Intanto la Cooperativa con sede a Vignale Riotorto (Livorno), in un comunicato, ribadisce la piena disponibilità al dialogo e al confronto nei passaggi previsti con le sigle sindacali: «Unicoop Etruria ha indicato i capisaldi del piano industriale, ovvero il recupero delle quote di mercato, gli investimenti per la ristrutturazione e l’ammodernamento dei magazzini e dei negozi, la riorganizzazione del perimetro di vendita e della struttura di sede. In tale ambito è stata ribadita la massima tutela delle persone e lo stanziamento di risorse adeguate allo scopo. L’obiettivo primario del piano, avallato e sostenuto dagli enti regionali e nazionali rappresentativi della cooperazione di consumo, è il rilancio della presenza economica e sociale di Coop nell’Italia centrale»


