TERNI – «Nel 2011, all’auditorium Gazzoli, era la voce che si affermava con Croce e Delizia: swing, jazz e canzone d’autore come campo di prova, la maturità conquistata senza perdere leggerezza. Nel 2019, di nuovo sullo stesso palco, Sbalzi d’amore: un’artista pienamente consapevole, capace di attraversare Broadway, il jazz internazionale e la canzone italiana con una cifra ormai inconfondibile». Oggi apre la 22esima stagione della rassegna curata da Silvia Alunni. Visioninmusica inaugura la sua 22esima edizione proprio con Simona Molinari, venerdì 23 gennaio alle ore 21, sempre al Gazzoli. Sul palco Kairos, un progetto che fonde musica e racconto, memoria e presente, in un viaggio sonoro intimo e universale.
Kairos, parola greca che indica il “momento giusto”, rappresenta l’attimo in cui si apre uno spazio di senso, in cui tutto può accadere. Simona Molinari lo traduce in musica, attraverso un repertorio che abbraccia le tappe più significative della sua carriera e della sua vita. La sua voce, sottile come seta e potente come un’emozione improvvisa, si muove con grazia tra brani originali e riletture di grandi classici. Sul palco, accompagnata dal suo quartetto di eccellenti musicisti – Claudio Filippini al pianoforte e tastiere, Egidio Marchitelli alle chitarre, Nicola Di Camillo al basso e Fabio Colella alla batteria – l’artista condurrà il pubblico in un percorso che attraversa l’innamoramento, la passione, la disillusione e la rinascita.
Il concerto sarà un alternarsi di brani iconici della sua discografia, come Egocentrica, La felicità e In cerca di te (Sola me ne vò per la città), accanto a interpretazioni intense e personali di pezzi come Mr. Paganini di Ella Fitzgerald, Caruso di Lucio Dalla e La storia di Francesco De Gregori. Tra i momenti più toccanti dello spettacolo, anche Nu fil e voce, un inedito scritto appositamente per lei da Bungaro, che sarà a sua volta protagonista di Visioninmusica in uno dei prossimi appuntamenti.
«Oggi – sottolina Silvia Alunni – ospitare Simona Molinari significa assaporare l’evoluzione di un percorso, riconoscere come una voce cambia, si amplia, si raffina, senza tradire la propria identità. Kairos non è solo un concerto: è il suono del tempo che passa, si stratifica, e trova nella musica il suo linguaggio più sincero».








