PERUGIA – L’Assemblea legislativa dell’Umbria ha approvato all’unanimità dei presenti la “Mozione in merito ai criteri di individuazione dei Comuni umbri nell’ambito della Zes unica”. Inizialmente l’atto è stato presentato dai consiglieri regionali di minoranza, con primo firmatario Nilo Arcudi (Tp-Uc). Dopo una lunga discussione, e varie sospensioni della seduta, è stato accolto un emendamento della maggioranza proposto da Cristian Betti (Pd). A quel punto l’atto è stato firmato anche dai consiglieri di maggioranza.
La mozione impegna la Giunta “a promuovere la valutazione dell’inserimento dei Comuni umbri oggi esclusi che presentano requisiti coerenti con i parametri europei sugli aiuti di Stato. E a coinvolgere sistematicamente i Comuni, le associazioni di categoria, i consorzi industriali e le realtà produttive nella definizione di eventuali proposte di ampliamento, in un’ottica di reale partecipazione territoriale”. L’emendamento approvato recita: “una misura di così straordinaria portata deve essere messa in grado di produrre effetti positivi sulla maggior parte di territorio possibile. E proprio per questo Umbria e Marche stanno lavorando insieme per concertare in Europa una comune strategia d’azione”.
Illustrando l’atto in Aula, Arcudi ha spiegato che “l’Umbria è stata inserita nella Zes unica: un’opportunità preziosa e non scontata, che può favorire investimenti privati, nuova occupazione, rigenerazione delle aree industriali e insediamento di nuove imprese. Per l’Umbria è indifferibile un forte rilancio dell’economia regionale, anche attraverso il pieno e corretto utilizzo degli strumenti agevolativi della Zes, a cui siamo arrivati a causa del declassamento da regione sviluppata a regione in transizione avvenuta a seguito del calo del Pil dell’Umbria negli anni 2007-2016. L’individuazione delle aree Zes segue una procedura multilivello. La definizione delle aree ammissibili al credito d’imposta è materia che richiede concertazione con il Governo e negoziazione formale con la Commissione Europea, unica autorità competente. La Zes offre opportunità importanti, come la semplificazione amministrativa, con l’autorizzazione unica in 60 giorni, lo sportello unico digitale, la riduzione dei tempi burocratici, le procedure più agevolate per investimenti, riconversioni e ampliamenti. Ma alcune aree produttive rilevanti sono rimaste escluse dal credito d’imposta. Quando la Regione Umbria ha approvato la mappa aiuti nel 2021, non essendo ancora finalizzata alla Zes, ha dovuto tenere conto dei criteri imposti dall’Ue e la relativa ripartizione nazionale. Il coinvolgimento dei territori è essenziale per una corretta definizione delle aree cui applicare i benefici aggiuntivi della defiscalizzazione degli investimenti nell’ambito della Zes. L’esclusione di alcuni Comuni con forte vocazione industriale o logistica rischia di generare squilibri territoriali, compromettere investimenti già programmati o in corso e limitare nuove opportunità di sviluppo. Per assicurare pari condizioni alle imprese umbre, è necessario valutare i criteri adottati e tenere conto delle mutate condizioni economiche e sociali di questi anni. Da tempo oramai l’Umbria ha un pil inferiore a tutte le regioni del centro Italia. Una situazione molto grave a cui si aggiunge la decrescita demografica. Per costruire l’Umbria del futuro dobbiamo studiare questi dati che riducono la competitività della nostra regione”.
INTERVENTI
Cristian Betti (Pd): “propongo il ritorno in Commissione o l’integrazione del testo con nostre proposte. Non è la prima volta che discutiamo di Zes. Eravamo rimasti d’accordo di lavorare ad un documento condiviso. Siamo rimasti sorpresi della decisione della minoranza di andare in solitaria, contravvenendo a quanto ci eravamo detti. La Zes è nata per una situazione di oggettiva difficoltà della nostra Regione, dobbiamo essere in grado di essere maggiormente incisivi possibile, ascoltando il grido d’allarme di molti sindaci di ogni colore. La parte legata alla semplificazione amministrativa è già attiva in tutta la regione, il credito d’imposta solo nella perimetrazione che conosciamo. La nostra regione si è mossa da subito per cercare di superare questa difficoltà, anche insieme alle Marche. Rinnoviamo oggi l’invito a cercare di arrivare ad una trattazione congiunta di questo aspetto o tornando in Commissione per audire Presidente e Assessore per arrivare ad una risoluzione comune, oppure intervenendo sul documento integrandolo con le nostre proposte”.
Laura Pernazza (FI): “Dopo la scorsa seduta non è uscito nulla di concreto. Per questo abbiamo presentato di nuovo una mozione. La maggioranza non si è ricordata di farlo. Per noi è un argomento prioritario rispetto ad altri. Non si può scaricare la colpa sul Governo. Vogliamo dare pari opportunità a tutti i comuni. I benefici della Zes vanno in direzione opposta alla vostra manovra. L’emendamento va bene, ma in altre occasioni simili non avete consentito alla minoranza di formare l’atto emendato. Se questa diventa la nuova regola va bene: dalla prossima volta sapremo che l’approvazione di un emendamento comporta automaticamente anche la firma dell’atto”.
Stefania Proietti (presidente Regione): “Questo voto unanime di tutta l’assise ci dà maggiore responsabilizzazione. Speravo che questa mozione potesse essere approvata all’unanimità. Nel momento in cui è stata approvata la Zes sono stata avvisata dalla presidente Meloni, che ringrazio. È un grandissimo stimolo all’economia: la semplificazione è già attiva su tutti i comuni, mentre l’incentivo del 50% è attivo solo sui comuni scelti nel 2021. Vogliamo provare a modificarli. Insieme alle Marche, abbiamo chiesto al Governo di accompagnarci in Europa per provare a discutere di cambiamenti. Prima mi si diceva di studiare perché non si poteva fare, ora mi si dice di andare avanti. Questa mozione può avvalorare quello che stiamo facendo. Il vicepresidente Ribera ha competenza sugli aiuti. Ci andremo a parlare con le Marche e con l’endorsement del Governo. Provando a espandere l’area del 50% del credito d’imposta in maniera più ampia possibile. La Zes non ha parti politiche”.
Nilo Arcudi (Tp-Uc): “Troviamo l’occasione per riflettere sui dati economici per capire cosa fare. Dopo una discussione molto tesa, alla fine crediamo che siamo qui a tutela delle imprese umbre. L’interesse generale ci spinge a farlo con autorevolezza. Per questo, pur non condividendo l’impostazione della discussione, accettiamo l’emendamento e accettiamo le firme dei consiglieri di maggioranza. Speriamo che sarà lo stesso anche in futuro”.


