RE. TE.
TERNI – Roba da ricovero (a proposito di nuovo ospedale). Lo scontro tra il portavoce nazionale di Forza Italia, l’onorevole Raffaele Nevi, e il sindaco di Terni, Stefano Bandecchi, è proprio roba da ricovero. Durissimo botta e risposta tra i due leader politici, con parole grosse che volano.
A dare fuoco alle polveri è l’onorevole Nevi, che accusa Bandecchi di fare troppa «caciara». Sulle vicende del nuovo Santa Maria di Terni il parlamentare azzurro invita il sindaco a «interloquire in maniera più serie, riservata e costante». Nevi invita altresì ad esaminare con grande attenzione le possibilità di finanziamento dell’Inail, per accedere alle quali occorre definire la progettazione del nuovo ospedale entro il 2026. Per Nevi non ci sono dubbi: il percorso Inail, restituendo i soldi in trent’anni, è il cammino più sicuro. L’unico percorribile per scalare il monte del finanziamento, finora inaccessibile con le risorse che arrivano dall’ordinaria amministrazione. Nevi, forte delle sue conoscenze nazionali, sostiene che se Terni e l’Umbria non battono presto un colpo, i soldi dell’Inail potrebbero andare altrove.
Le parole dell’onorevole di Forza Italia fanno letteralmente esplodere Bandecchi, che sabato sera spara uno dei suoi comunicati carichi di parole a dir poco pepate. «Sconcerto ed incredulità – dichiara il sindaco Stefano Bandecchi alle 21 di sabato 7 febbraio – per le parole arroganti, poco intelligenti, faziose e offensive, oltre la normale dialettica politica, espresse dall’onorevole Nevi, portavoce nazionale di Forza Italia ma assente totalmente dalla vita ternana e Umbra o con poca attenzione verso la stessa».
«Dire che il Comune di Terni “la butta in caciara” è offensivo e scarsamente intelligente politicamente parlando. Sostenere, per il nuovo Santa Maria, che i prestiti Inail sono soldi pubblici è la palese dimostrazione dell’incapacità politica e amministrativa dell’onorevole stesso. Che oltretutto dimostra di non conoscere la natura assicurativa dell’Inail. A parte la vergogna che un onorevole della Repubblica italiana dovrebbe avere nel definire i soldi dell’Inail soldi pubblici per la sanità, dimenticandosi che l’Inail costruisce, affitta, e alla fine vende, prodotti vecchi di 25 anni a cifre il triplo più care rispetto al sistema bancario. Lecito perché l’Inail assicura tutti i lavoratori quindi deve garantire sicurezza e ricchezza, ma non può essere confuso dall’ onorevole Nevi con la Caritas.
Il Nevi continua a sbagliare approccio con la giunta e la maggioranza comunale, dimostrando una strana sintonia con la sinistra ternana ed esprimendo le stesse idee balorde».
Bandecchi suggerisce a Nevi di documentarsi prima di parare di edilizia sanitaria . «E sia più rispettoso delle istituzioni della sua città. Il rodimento non consente di dire sciocchezze, con l’occasione ci saluti il consigliere Ferranti».



