Marco Brunacci
PERUGIA – Liste d’attesa, emergenza continua. Aggiornamenti.
In mancanza di canali ufficiali, zittiti dal livello superiore, a Umbria7 risulta che non solo non si riesce a scendere sotto 60 mila nonostante i soldi ci siano (anche quelli del Governo nazionale), ma già nel mese in corso si sta risalendo verso quota 70 mila.
Si ricorderà che la giunta regionale di centrodestra lasciò le liste d’attesa a 44 mila e in campagna elettorale erano diventate il simbolo di inefficienza nella sanità.
Si dovrà parlare oggi di bancarotta sanitaria per colpa della nuova giunta?
È curioso, inoltre, notare come la legge del contrappasso colpisca l’attuale giunta guidata dalla presidente Proietti, la quale col megafano gridava sotto gli ospedali che il centrodestra stava privatizzando la sanità.
Oggi non siamo al caos sanitario soltanto grazie ai privati, che vengono pagati dalla Regione guidata dal campo largo-Patto Avanti per correre in soccorso del pubblico.
Ma il colmo deve ancora venire: a fine marzo scadono le convenzioni tra Regione e privati, quelli che oggi riescono a contenere in qualche maniera i disagi dei cittadini-pazienti.
La Regione non manda segnali per il rinnovo del convenzionamento.
Né con le strutture oggi convenzionate né con quelle che chiedono di essere convenzionate.
Silenzio. Mistero.
Sarà un segno di tremendo imbarazzo?
Come dice la saggezza popolare: chi di sanità ferisce, di sanità perisce.
E i cittadini pagano tutto in moneta sonante per i ritardi, i disservizi e gli svariati guai.


