HILVERSUM, NETHERLANDS - FEBRUARY 06, 2014: Social media are trending and both business as consumer are using it for information sharing and networking.

«No ai social ai minori di 15 anni»

Squarta porta la proposta in Europa. «Non è censura, ma tutela della loro salute emotiva e psichica»

PERUGIA – «La tutela dei minori nello spazio digitale non può più essere rinviata. L’accesso indiscriminato ai social network sotto i 15 anni è una questione educativa, culturale e di responsabilità pubblica».
Lo dichiara Marco Squarta, eurodeputato di Fratelli d’Italia e membro del Gruppo dei Conservatori e Riformisti Europei (ECR), commentando il dibattito aperto in Italia dopo l’iniziativa francese e le proposte bipartisan emerse in Parlamento per vietare l’iscrizione alle piattaforme social ai minori di 15 anni. «I dati parlano chiaro – prosegue Squarta –: l’esposizione precoce e non mediata ai social network incide sullo sviluppo emotivo, sulle relazioni, sul rendimento scolastico e sulla salute mentale dei più giovani. Non si tratta di censura, ma di tutela della loro salute emotiva e psichica, esattamente come avviene in altri ambiti della vita dei ragazzi”.
Secondo l’eurodeputato di FDI, la questione non riguarda solo l’Italia ma l’intera Unione europea.
«Per questo – spiega – porterò formalmente la proposta anche in sede europea, nell’ambito dei lavori del Parlamento, con l’obiettivo di avviare una riflessione che conduca a un divieto comune e a strumenti efficaci di verifica dell’età, maggiori responsabilità per le piattaforme digitali e un ruolo centrale delle famiglie».
Squarta sottolinea come il tema rientri pienamente nelle competenze della Commissione CULT del Parlamento europeo, che si occupa anche di giovani, istruzione e politiche giovanili.
«Parlare di giovani significa occuparsi anche dell’ambiente digitale in cui crescono. La cultura digitale non è neutra, va governata e accompagnata. Come membro della Commissione CULT ritengo doveroso portare questo tema al centro dell’agenda europea».
«L’Europa – conclude Squarta – deve avere il coraggio di fare un passo avanti, seguendo l’esempio francese e rispondendo a una domanda che viene dalle famiglie, dagli educatori e dagli stessi ragazzi. 
Proteggere i minori significa proteggere il futuro della nostra società, una sfida da affrontare senza ideologie, con buon senso e con una visione europea».

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