Patto Toscana-Umbria/ L’Italia “mediana”? No, delle ali sinistre e senza né il sud, né il centro né l’est. La “comica” dell’Alta Velocità

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Proietti e Giani ri-firmano un’intesa autolesionistica su elisoccorso e sanità e utile solo al nord umbro su acqua e sentieri francescani (con Assisi capitale)

di Marco Brunacci

PERUGIA – Il Patto Toscana-Umbria, appena ri-firmato dai presidenti delle due Regioni, Giani e Proietti, non c’entra niente con l'”Italia mediana”, semmai, per rimanere sul calcistico, è un Patto di ali sinistre, una (la Toscana) oggettivamente più furba dell’altra.
Punto per punto per chiarire a bocce ferme i temi dell’intesa e cosa comportano per gli umbri.

  1. Treni da non crederci. Si ricorderà l’accordo pre-elettorale sull’alta velocità, che Giani ha dovuto ingoiare per l’opposizione di destra e sinistra di Siena, con Proietti spettatrice pagante (ci sono 10 milioni in ballo di Confindustria Umbria). Adesso, non sapendo a che santo votarsi per salvarsi dalle improperie che arrivano dai territori, se la prendono – superando la barriera del suono del ridicolo – con “la mancanza di chiarezza” del Governo. Fosse una battuta, ci sarebbe da ridere. In realtà è una prassi molto seria adottata: dei cittadini e delle loro esigenze importa zero. E invece di cercare soluzioni, si prova maldestramente a scaricare sugli avversari politici, Governo in primis. Questa è la vera novità dei Patti Avanti-campi larghi rispetto al centrosinistra storico di governo. Sull’argomento ha promesso di dare battaglia Comunità riformista (centrosinistra). Ne daremo conto. Per ora, il messaggio è chiaro: cari umbri, l’alta velocità ve la sognate.
  2. Sulla sanità è tutto ancora più chiaro: la sanità toscana, con grandi disavanzi (al contrario di quella lasciata da Tesei a Proietti) bilanciati però dal Governo nazionali, ha di tutto e di più rispetto a quella umbra. L’Umbria ha portato in dono a Giani l’elisoccorso Nibbio, che era tanto utile agli umbri. Giani non ha neanche ringraziato. Per il resto aumenterà la mobilità dei pazienti umbri verso la Toscana. Proietti ha già stroncato di tasse i suoi cittadini, non avrà problemi a proseguire sulla strada che ha fieramente intrapreso per saldare prossimi buchi sanitari (che finora invece non c’erano, come attestato dalla Corte dei Conti).
  3. L’acqua del Montedoglio è la parte preziosa del pacchetto che porta a casa l’Umbria. In particolare per gli agricoltori dell’area del Trasimeno. Marginali vantaggi per l’invaso. Una domanda, però: da quando l’acqua è una esclusiva di una Regione? E deve essere chiesta col cappello in mano?
  4. Sulla cultura niente da dire. Assisi avrà dei vantaggi dal collegamento tra la via Francigena e i sentieri francescani. Vantaggi per il turismo francescano, con Assisi epicentro. Ricadute per il resto della regione? Forse. Speriamo di essere smentiti, ma non è lecito attendersi chissa’ quali flussi. E comunque sono vantaggi per l’Umbria nord.
  5. Su quest’ultimo argomento: l’Umbria nord è sempre più staccata dall’Umbria sud e dalle sue possibilità di crescita e di sviluppo. Altrimenti si correrebbe a chiedere intese al Lazio e alle Marche. L’Umbria che esce da questo Patto dell’Italia delle ali sinistre con la Toscana, un po’ comico, un po’ autolesionistico, minimamente utile (sull’acqua del Montedoglio ci riserviamo di tornare con dati e normative), non è l’Umbria intera ma solo la provincia di Perugia, senza le aree di quella che doveva essere la terza provincia (Foligno-Spoleto-Valnerina) e senza la strategica dorsale appenninica. Proporzionata per spostare la capitale ad Assisi. Almeno sarebbe una riforma innovativa del Patto Avanti.

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