Fitta nebbia sul pianeta sanità/ Pace e Romizi: «Piano sanitario regionale? Un mistero. Chi l’ha visto ci chiede aiuto»

SPOTLIGHT di MARCO BRUNACCI | Nessuna risposta e zero trasparenza sulle liste d’attesa. Ma adesso si apre un fronte più ampio, partendo dal Centro di riabilitazione di Trevi. Opposizione all’attacco

Marco Brunacci

PERUGIA – Nebbia fitta sul pianeta sanità e trasparenza zero. L’allarme più volte lanciato da Umbria7 diventa una preoccupazione dell’Assemblea legislativa.
Due consiglieri di opposizione, Eleonora Pace (Fdi) e Andrea Romizi (Forza Italia), partendo dal declassamento del Centro di riabilitazione di Trevi, pongono la questione del misterioso Piano sanitario regionale: “Nessuno dell’opposizione ha potuto vedere la bozza, gli stakeolder che lo hanno avuto tra le mani sono preoccupati e chiedono aiuto a noi. Cosa sta succedendo?”.
Umbria7 ha anticipato l’indice della bozza del Piano, che da solo è già l’annuncio di un problema. Ha aggiunto che esiste un “buco” per quanto attiene gli ospedali.
Si sa – anche questo riferito da Umbria 7 – che al momento sono i tecnici dell’Università che stanno lavorando alle osservazioni. Che dovrebbero essere un gran numero, visto che non sarà più questa la settimana buona per far tornare in Regione il Piano, ma è previsto un check solo dopo Pasqua.
Gli uomini del rettore Marianelli, che sarà poi chiamato a fare la sintesi, hanno perplessità e i tempi si allungano.
Cosa dedurre da tutto questo? Il Piano sanitario regionale (Psr) nasce sotto una cattiva stella. Doveva essere pronto a fine 2025, per dire che la giunta Proietti lavorava a porre nuova fondamenta alla sanità, che non riesce a governare nella sua versione attuale.
Ma dicembre è diventato gennaio. Poi febbraio, c’è stato un intermezzo comico, con un comunicato festante dei consiglieri regionali componenti la maggioranza, che annunciavano un Piano sanitario che non c’era, non essendo ancora passato per l’Università come impongono le regole.
Non c’era, ma era comunque bellissimo. La versione “alla (nord)coreana” della maggioranza in Regione ha dei vantaggi: permette di andare come caterpillar su tutto, ma aree sempre più rilevanti del centrosinistra di governo iniziano a capire di non avere voce in capitolo. Ufficialmente sono al governo, ma non se le fila nessuno.
Magari tra un po’ cominceranno a chiedere ai 12 alfieri del Patto Avanti di Palazzo Cesaroni chi rappresentano? E come mai sembrano sempre così contenti?
Oggi come oggi il Piano è una bozza non condivisa, con lacune accertate (il lato ospedali), problemi, di sicuro, rispetto alla rete ospedaliera umbra attestati dalla risposta della giunta regionale sul Centro di Trevi.
Sintetizzano così i due consiglieri regionali: “Non più Neuroriabilitazione ad Alta Intensità (Codice 75), bensì Riabilitazione Intensiva (Codice 56). Questo il destino del Centro specializzato di Trevi che determina di fatto un declassamento della struttura. Un fatto gravissimo”, affermano Pace e Romizi.
E tirano dritto: “Nascondendosi dietro ‘criticità oggettive’ – spiegano Pace e Romizi – come la carenza di personale, obsolescenza delle strumentazioni, gare andate deserte e chiusure di servizi precedenti all’insediamento, circa un anno fa, la Giunta Proietti annunciava una programmazione volta a rivoluzionare e potenziare anche il Centro di riabilitazione di Trevi, così come per tutte le altre strutture riabilitative dell’Umbria. Tuttavia è stata la stessa Governatrice a ufficializzare giovedì in Aula che i cosiddetti codici 75 saranno trattati non più a Trevi, bensì a Foligno. Giorno dopo giorno, quindi, è sotto gli occhi tutti il totale fallimento della ‘mission Proietti’”.
Così facendo però si aprono spazi per la contestazione: “Il modus operandi di questa amministrazione regionale non preoccupa solo l’opposizione. A mostrare perplessità per l’intervento su Trevi è stato persino il Pd locale. E rispetto ai contenuti del piano socio-sanitario, tutti gli stakeholders che vi hanno avuto accesso anticipatamente rispetto all’intero Consiglio regionale, ci stanno chiedendo aiuto. Le rassicurazioni e le promesse del centrosinistra si rivelano sempre infondate. Nulla che sia suffragato da fatti concreti. Tutti gli umbri – concludono Pace e Romizi – si stanno finalmente accorgendo che rispetto al potenziamento della sanità sono solo stati illusi. Quello in atto, piuttosto, è uno smantellamento”.
Umbria7 ha rilevato che la presidente-assessore alla sanità non ha aperto bocca sulle pesanti accuse dell’opposizione in Assemblea legislativa dopo il respingimento della richiesta di fornire ogni mese il dato sulle (troppe) liste d’attesa.
La giunta di centrodestra ne aveva disposto rilevamenti, e relativo report, ogni 15 giorni.
E’ nebbia fitta sul pianeta sanità. Così fitta che ci si può perdere la giunta regionale per prima, ma, insieme col governo regionale, tutti i cittadini, primi fra tutti quelli che hanno creduto alle promesse elettorale di Proietti.

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