Giotto e San Francesco alla Galleria nazionale dell’Umbria, più di 2300 visitatori nel primo weekend

Inizio col botto per l’esposizione

PERUGIA – La mostra “Giotto e San Francesco. Una rivoluzione nell’Umbria del Trecento”, inaugurata venerdì 13 marzo alla Gnu, ha già centrato il suo obiettivo principale: quella di fornire ai visitatori l’occasione di estendere lo sguardo su un patrimonio diffuso in tutto il territorio regionale, fino alle località più remote, permettendo loro di attraversare una straordinaria stagione, grazie a oltre 60 opere, realizzate da Giotto, Simone Martini e Pietro Lorenzetti, negli anni in cui furono attivi sui ponteggi della Basilica francescana, in dialogo con quelle coeve dei maestri del territorio, capaci di reagire prontamente, con originalità, al loro esempio. Nel primo weekend sono state registrate più di 2.300 presenze. Così come Francesco trasforma il rapporto dell’uomo con il creato, riconoscendo la sacralità della natura, Giotto, con il tratto del suo pennello, restituisce carne e umanità al divino, inscrivendo l’eterno nel volto degli uomini. È congrua la scelta della parola ‘rivoluzione’ nel suo vero significato di ‘eterno ritorno’, di movimento circolare capace di far tornare un astro alla posizione originaria. Solo accogliendo questa prospettiva potremmo attraversare e leggere le eccezionali opere dell’esposizione, così come l’eredità lasciata da San Francesco. Un’eredità che finalmente appartiene alla coscienza nazionale, ha dichiarato il Ministro della Cultura, Alessandro Giuli.
L’iniziativa, alla quale è stata conferita la Medaglia del presidente della Repubblica, è promossa e organizzata dai Musei Nazionali di Perugia – Direzione regionale Musei nazionali Umbria, in collaborazione con il Comitato Nazionale per le Celebrazioni dell’Ottavo Centenario della morte di san Francesco d’Assisi, il Commissario Straordinario Ricostruzione Sisma 2016, la Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio dell’Umbria, le Regione Umbria, la Custodia Generale del Sacro Convento di San Francesco, la Provincia Serafica dei Frati Minori di Umbria e Sardegna, l’Arcidiocesi di Perugia – Città della Pieve, il Comune di Perugia e Confindustria Umbria. La manifestazione si avvale della collaborazione dell’Archivio di Stato di Perugia e del contributo di Regione Umbria, Camera di Commercio di Perugia, Fondazione Perugia, Fondazione Cassa di Risparmio di Terni e Narni, Fondazione Cassa di Risparmio di Foligno, ARVEDI AST e Nestlé; media partner RAI Umbria.
La mostra, racconta una felice congiuntura nella storia della cultura che ha avuto per teatro l’Umbria tra la fine del Duecento e i primi decenni del Trecento, e, al contempo, è un pregevole esempio di collaborazione istituzionale e territoriale. 

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