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Ospedale veterinario gratuito, Scoccia chiede l’audizione di Proietti in commissione

La consigliera di FdI: «Il progetto già realizzato in altre città d’Italia sarebbe il primo e unico in Umbria ed è importante valutare l’impatto sul sistema regionale»

PERUGIA – L’audizione in Quarta commissione comunale a Perugia della presidente della Regione Umbria, Stefania Proietti, con delega alla sanità, è stata richiesta al presidente Fabrizio Ferranti dalla consigliera Margherita Scoccia, firmataria della proposta di realizzare un ospedale veterinario gratuito aperto 24 ore al giorno a Perugia. La proposta di Scoccia prevede l’avvio di un percorso per la realizzazione di un servizio pubblico veterinario gratuito con funzioni di pronto soccorso, cura e assistenza per animali randagi, senza famiglia e appartenenti a nuclei in condizioni economiche fragili.
«Ritengo importante coinvolgere nel dibattito anche Stefania Proietti in quanto l’ospedale veterinario pubblico rientra nelle politiche sanitarie di cui la presidente ha la competenza diretta, non essendoci un assessore regionale alla sanità – dichiara Scoccia -. Il tema riguarda sanità, welfare e gestione del territorio. Il progetto già realizzato in altre città d’Italia – prosegue Scoccia – sarebbe il primo e unico in Umbria ed è importante valutare l’impatto sul sistema regionale, in quanto, dal capoluogo, attirerebbe utenza da tutta l’Umbria».
Per la prossima seduta di commissione, in programma per martedì 24 marzo, dopo le audizioni di Brigitta Favi, responsabile dell’Unità operativa speciale Randagismo e igiene urbana dell’Usl Umbria 1 e del Canile Sanitario di Collestrada, e di Linda Boranga, volontaria e amante degli animali, Scoccia ha chiesto di sentire Vincenzo Caputo, direttore generale dell’Istituto Zooprofilattico Sperimentale dell’Umbria e delle Marche, e Salvatore Macrì, dirigente del Servizio Prevenzione Sanità Veterinaria della Regione. Il presidente Ferranti propone, invece, l’audizione del professor Marco Pepe, direttore del Centro di ricerca sul cavallo sportivo e del Dipartimento di Medicina Veterinaria.
«Numerosi studi scientifici e indirizzi di politica sanitaria riconoscono oggi il valore sociale degli animali da compagnia, in particolare per le persone anziane, per i soggetti fragili e per chi vive in condizioni di solitudine, marginalità o disagio psicosociale. Accanto a questo valore sociale esiste però un dato economico spesso sottovalutato – spiega Margherita Scoccia -. I costi delle cure veterinarie, soprattutto in situazioni di emergenza o di intervento chirurgico, risultano sempre più elevati e difficilmente sostenibili per pensionati, persone a basso reddito, nuclei mono reddito o soggetti seguiti dai servizi sociali. In assenza di un supporto pubblico, tali costi producono effetti indiretti rilevanti, come ad esempio rinuncia alle cure, abbandono degli animali, incremento del randagismo, maggiore pressione sui canili sanitari e maggiori oneri per la collettività».

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