TERNI – Tre anni fa, per l’ex Chalet Marconi – il chiosco Liberty della Passeggiata – si parlava di futuro innovativo. Tre anni fa, la cooperativa Le Macchine Celibi subentrata al gestore, prometteva di farne un secondo Baravai. Invece lo ha sempre tenuto chiuso. E col tempo ha chiuso anche i rapporti con le anime del Baravai, cioè con i professionisti che lo hanno portato a fare 100mila presenze da giugno a settembre.
Un punto di riferimento per l’estate ternana: un bar, un palco, il grande palco dell’Anfiteatro Romano, l’intrattenimento. «Ci si vede al Baravai», il ritornello. Ci si dava appuntamento in quello spazio rimasto a lungo in abbandono, per assistere agli spettacoli, molti gratuiti, e per incontrare gli artisti. Gli ultimi a calcare il palco del Baravai, gli Zero Assoluto, Lo Stato Sociale, Sabina Guzzanti, gli Apparat, Marco Travaglio. Cinque anni di sold out e poi il “licenziamento” in tronco dei direttori artistici del festival, con il risultato che l’estate 2025 è stata un mortorio. Ora lo Chalet Marconi, ribattezzato Kiosco, riapre, dopo che il Comune ha revocato la licenza a Le Macchine Celibi. E chiude il Baravai. Niente musica nel giardino dell’Anfiteatro e niente festival da 100mila presenze per l’estete 2026.


