TERNI – Piediluco torna al centro del canottaggio italiano nel weekend dell’8 marzo. Con una pianta di mimosa che minaccia la montagna dell’Eco, tanto è bella e profumata. Ma a parte la mimosa, non c’è altro che rimandi alla primavera in quell’angolo di Paradiso. Sospese in aria ci sono ancora le luminarie di Natale, seppure in versione San Valentino: al posto delle stalattiti ci sono grossi cuori rossi spenti, perché la festa è bella che passata. E c’è la solita ruggine a fare da corniche alle “Libertà” di Giulio Turcato. Lo stato di abbandono della località turistica, segnalato innumerevoli volte dal segretario del circolo del Pd, Sandro Piccinini, fa pendant con i cuori di San Valentino. Stride con la vocazione turistica del lago. A poche settimane dall’inizio della stagione primaverile – denunciava a gennaio il segretario del Pd – il paese lacustre si presenta ai visitatori con infrastrutture fatiscenti, spazi pubblici abbandonati, servizi essenziali assenti, segnaletica sbiadita».
Ecco. La data del primo meeting nazionale di canottaggio è arrivata, le 108 società sportive hanno preso posto nel piazzale del Paolo d’Aloja Rowing World Centre nella giornata di giovedì, i mille e 100 atleti hanno riempito gli alberghi, le bandiere all’ingresso del centro nautico hanno iniziato a sventolare. All’ingresso del borgo, invece, zero bandiere. Che c’è una grande evento sportivo si capisce dalle imbarcazioni che arrivano su grossi mezzi. Anche sei – otto imbarcazioni insieme. «Giunte nella frazione di Terni seguendo le indicazioni del navigatore – ironizza Piccinini – non certo i cartelli stradali».
















