Sentenza clinica stadio: Stefania Proietti esulta, Forza Italia piange

La presidente della Regione sostiene di avere addirittura ripristinato la legalità, gli azzurri evidenziano che il problema dello stadio resta

TERNI – Stefania Proietti esulta: prende atto della decisione del Tar sottolineando come l’iniziativa legale sia stata intrapresa per garantire la piena legittimità dell’azione amministrativa, e promette di dare risposte concrete ai ternani potenziando i servizi sanitari e ammodernando l’impiantistica sportiva locale.  Forza Italia, invece, piange la perdita di una rara occasione di sviluppo per il territorio. «La sentenza del TAR Umbria n. 125 del 24 marzo 2026  – dichiara il segretario comunale Antonio De Angelis – rischia di compromettere definitivamente la realizzazione del progetto stadio-clinica a Terni.Un progetto che, indipendentemente da chi sia il soggetto proponente, costituisce una importante occasione di crescita per la città di Terni, che consentirebbe al territorio ternano di avere una struttura sanitaria a supporto di quella pubblica, oltre che una nuova ed efficiente struttura sportiva». De Angelis chiede  l’apertura immediata di un tavolo tecnico tra Regione Umbria e Comune di Terni, finalizzato a superare le criticità emerse nella sentenza del TAR: «Stefano Bandecchi e Stefania  Proietti lavorino insieme per consentire al più presto la realizzazione di queste importanti opere».

Con il capogruppo della Lega in consiglio regionale, Enrico Melasecche, che ne fa un caso politico: «Con le sue azioni la sinistra ha bloccato il progetto stadio-clinica e, con esso, una concreta opportunità di rilancio per Terni. Si tratta di una scelta precisa e deliberata della giunta a guida Proietti, che ha impugnato un atto che consentiva di andare avanti con un investimento strategico, dimostrando ancora una volta di essere ostile allo sviluppo, agli investimenti e al futuro del territorio ternano. La Regione eroga 34 milioni l’anno per le prestazioni convenzionate alle cliniche private per cui è facile dedurre che oltre 160 milioni nell’ultimo ventennio di competenza del territorio ternano è andato all’Umbria del centro nord. Non solo, avrebbe ben contribuito alla realizzazione dell’opera pubblica stadio di grande prestigio per l’intera Umbria. Parliamo di un progetto che avrebbe portato lavoro, crescita economica, riqualificazione urbana, miglioramento infrastrutturale e un significativo potenziamento dei servizi sanitari. Tutto questo è stato sacrificato sull’altare di logiche politiche miopi e ideologiche».

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