M.BRUN.
PERUGIA – Gran finale con sorprese prima del referendum sulla riforma della Giustizia di domenica 22 e lunedì 23.
A Perugia, insieme alle posizioni ufficiali dei partiti, arrivano echi importante di posizioni tecniche, spiegate con motivazioni giuridiche.
Da Università tempio della giurisprudenza italiana, almeno fino a qualche anno fa, e da sinistra arriva il netto Sì al referendum di un docente che appartiene al gotha dei giuristi che hanno per anni insegnato a Perugia, il professor Cesare Salvi, che annuncia in un post “Da uomo di sinistra voterò Sì”.
Una posizione che per altro non sorprende chi ha seguito la sua parabola di studioso attento alla sostanza dei fatti più che alle eventuali convenienze.
Da destra, ma con risvolti soprattutto nell’ultradestra, arriva chi ribatte, sulla falsariga degli interventi dell’avvocato Li Gotti, considerato vicino al Msi delle origini, che unificare le carriere snatura la figura del pm e ne fa un accusatore. D’altra parte, dice qualche sostenitore del Sì con un sorriso amaro, l’attuale struttura della magistratura era quella vigente con Mussolini.


