DI Marco Brunacci
TERNI – Quando questa nobile testata (prendiamo dei meriti perché cerchiamo di evitare che i governi regionali, in particolare l’ultimo, quello a guida Stefania Proietti, cadano in burroni dai quali non si riemerge) dice che le svolte della politica in questa regione si fanno a Terni, sa di cosa a parla.
Allora, avviso ai naviganti: Terni è la capitale dello Stretto di Hormuz della politica umbra, da qui bisogna per forza passare.
E a Terni è iniziato un toto-candidato sindaco nel Pd che disegna la mappa del tesoro della maggioranza umbra.
Seguendola, il centrosinistra può capire i tormenti in corso, mentre il centrodestra può approfittarne per delineare strategie qualora decidesse di provare a vincere e sempre che sia in grado di superare personalismi e il diffuso masochismo.
Allora, ecco gli schieramenti nel Pd rispetto al prossimo candidato a sindaco.
1.Il lato che segue Tommaso Bori, l’attuale vicepresidente della Giunta regionale, ma ex segretario Pd stravincente che ha ribaltato l’Umbria di centrodestra a Perugia, punta su un giovane professore universitario, Diego Ceccobelli. In alternativa Linda Di Pietro (vicina a Bori ma con legami storici con la famiglia Di Girolamo).
2.Dal lato Di Girolamo-Trappolino, il favorito alla candidatura a sindaco è l’ex assessore della giunta Di Girolamo, Sandro Corradi, il quale al momento è a un passo dalla nomination ma paga solo dazio per l’essere parente a Raffaele Nevi, Fi.
3.Se non si trova intesa su Corradi si scaldano Pierluigi Spinelli (dipendente Cgil) e Andrea Delli Guanti (storico ex segretario comunale, uomo vicino a Gianluca Rossi).
4.Dal mazzo dei candidati a sindaco manca una fuoriclasse come Marina Sereni. Ma qui il discorso è lungo: Sereni, in caso di vittoria del centrosinistra alle prossime elezioni parlamentari, è la candidata naturale a ministro della Sanità, e comunque non sarà facile per l’ala perugina del partito non accettarla come candidata al Senato. Quindi il capitolo Sereni è tutto da scrivere.
Manca un tassello decisivo per capire la “questione ternana”. A Perugia le alleanze del centrosinistra sono facili: più siamo e meglio vinciamo.
A Terni altro che Patto Avanti, piuttosto Sguardo all’Indietro.
Secondo voi sono dimenticati gli attriti con gli Avs?
Ma soprattutto chi lo convince l’ex sindaco Leopoldo Di Girolamo che il suo alleato naturale deve essere De Luca Thomas, il quale chiedeva le sue dimissioni solo qualche anno fa?
Di Girolamo sarà uno rigido e un tantino anche un po’ sovietico, ma è anche tanto, ma tanto tosto.
Prendete comunque nota: a Terni si disegnerà la nuova politica dell’Umbria.


