Da scarto a risorsa per l’ambiente, parte il progetto Siero

L’iniziativa sperimentare è stata presentata nella sede del Gruppo Grifo Agroalimentare

PERUGIA – Trasformare uno scarto dell’industria casearia in una risorsa preziosa per la cura e il risanamento dell’ambiente. È questo il cuore del Progetto Siero, l’iniziativa sperimentale a scala pilota che ha preso ufficialmente il via allo stabilimento del Gruppo Grifo Agroalimentare a Ponte San Giovanni di Perugia. Presenti l’assessore all’ambiente della Regione Umbria Thomas De Luca, il direttore generale Arpa Umbria Alfonso Morelli, il country manager director Ramboll Italy Andrea Campioni, il presidente del Gruppo Grifo Agroalimentare Carlo Catanossi, il vicedirettore Its Umbria Academy Oscar Proietti e l’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche.
Il progetto in collaborazione tra Regione Umbria, Arpa Umbria, Ramboll Italy e Gruppo Grifo Agroalimentare mira a bonificare le falde acquifere contaminate da solventi clorurati attraverso l’innovativa tecnologia Enhanced Reductive Dechlorination. Questa metodologia prevede l’iniezione nel sottosuolo di scotta di siero di latte, residuo di produzione fornito a chilometro zero da Grifo Latte che funge da substrato organico per attivare i batteri naturali capaci di degradare gli inquinanti. Già presentato con successo al RemTech Expo di Ferrara e alla COP30 in Brasile, il Progetto Siero rappresenta un’eccellenza internazionale nella gestione delle aree a inquinamento diffuso, coniugando sostenibilità ambientale e partnership pubblico-privato.
“Con il Progetto Siero – ha spiegato l’assessore De Luca – l’Umbria si conferma non solo cuore, ma anche cervello verde d’Italia. Mettiamo in campo un modello di economia circolare e rigenerativa mai sperimentato su così larga scala, capace di restituire alla comunità risorse idriche preziose utilizzando un prodotto di scarto, con un intervento a costo zero per l’amministrazione regionale”.
“L’agenzia – ha aggiunto il direttore Morelli – si propone come soggetto non solo di monitoraggio e controllo ma anche come promotore di innovazione e formazione. Il tutto grazie anche al coinvolgimento di Its Umbria Academy. Il monitoraggio tecnico, che durerà sei mesi per questa prima fase, sarà curato da Arpa con il supporto dell’Istituto zooprofilattico sperimentale dell’Umbria e delle Marche per le analisi sulla matrice siero”.
“Questo progetto – ha commentato il presidente Catanossi – è la sperimentazione per la soluzione di un problema che per la nostra cooperativa è prima di tutto di natura economica, legato direttamente all’elevato consumo di acqua necessaria al lavaggio dei macchinari e dei materiali di confezionamento per l’ottenimento dei nostri prodotti. Una situazione che ci pone di fronte non solo agli elevati costi della preziosa risorsa, ma anche a un problema etico, ambientale e sociale. Intorno alla nostra azienda c’è una falda inquinata che ormai da trent’anni non ci consente l’attingimento di risorse idriche che potrebbero risultare estremamente utili per la nostra azienda e per la collettività del nostro territorio. Abbiamo grandi attese, grande fiducia, e anche un pizzico di speranza rispetto a questo progetto. Per la sperimentazione utilizziamo il siero, un prodotto che abbiamo in abbondanza e per il quale il progetto rappresenta un utilizzo alternativo al normale smaltimento. Sarebbe una grande soddisfazione pensare al suo uso per la cura delle falde inquinate da una malattia così grave”.
La Fase I del progetto è partita mercoledì primo aprile allo stabilimento di Ponte San Giovanni con le attività di log e campionamento della falda a cui è seguita l’esecuzione della prima iniezione di scotta di siero di latte. La prima iniezione è stata preceduta, oltre che dal prelievo dei campioni di acqua di falda e siero, anche dalla determinazione dei parametri chimico fisici dell’acqua di falda per varie profondità. Tale attività, svolta mediante l’uso di attrezzatura Its Umbria Academy, ha visto la condivisione sul campo delle modalità esecutive della misura e del prelievo campioni da parte di tutte quelle risorse, personale Arpa e tirocinanti Its, che cureranno le successive operazioni di iniezione e campionamento previste per i prossimi sei mesi con frequenza quindicinale. La Fase I con iniezioni di siero e analisi sulle falde proseguirà quindi per sei mesi, la sperimentazione potrà poi essere replicata su larga scala a livello regionale.
“Its Umbria Academy – ha specificato Proietti, anche responsabile tecnico scientifico di Its Umbria Academy – ringrazia i promotori dell’iniziativa, in primo luogo la Regione Umbria e Arpa Umbria, per aver coinvolto le nostre classi dell’area Biotecnologie-Sostenibilità ambientale. Grazie al supporto di Arpa, gli studenti sono stati direttamente impegnati in attività di monitoraggio e campionamento di alcune falde contaminate e, successivamente, nella progettazione di un modello di bonifica basato sul riutilizzo di scarti caseari. Un’esperienza concreta che ha consentito loro di applicare sul campo i principi dell’economia circolare”. “Con il Progetto Siero – ha concluso Campioni – mettiamo a frutto l’esperienza che Ramboll ha maturato dal 2012 nell’applicare i principi dell’economia circolare alla bonifica delle acque sotterranee in numerosi siti industriali. A Ponte San Giovanni abbiamo sviluppato la strategia di bonifica per passare dalla scala di stabilimento a quella dell’intera piana e sviluppato il progetto pilota alla Grifo Latte per attivare processi di degradazione naturale degli inquinanti secondo il principio del minimo intervento. La nostra partecipazione è a titolo gratuito: vogliamo dimostrare e diffondere su larga scala un modello di bonifica efficace, accessibile e circolare, capace di trasformare uno scarto in una risorsa e di rigenerare le falde in modo sostenibile”.

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