TERNI -«Il patrimonio storico delle nostre antiche municipalità sta crollando sotto il peso dell’abbandono istituzionale e di una gestione amministrativa che definire lacunosa è un eufemismo». Con queste parole il consigliere comunale Guido Verdecchia (Gruppo Misto) presenta due corposi atti di indirizzo che verranno discussi nella seduta consiliare di domani, 13 aprile. Il primo atto mette sotto la lente d’ingrandimento il “caso Collescipoli”. Nonostante la candidatura al prestigioso circuito de “I Borghi più belli d’Italia”, l’associazione ha espresso parere negativo a causa di infrastrutture obsolete e mancanza di decoro. «È inaccettabile che mentre la politica fa annunci, il borgo resti senza un negozio di alimentari, subisca furti ai danni del patrimonio storico come il lavatoio di via Castello e veda l’ex Palazzo Comunale svenduto per pochi spiccioli ai privati”, attacca Verdecchia. Il Consigliere chiede il blocco immediato della concessione del Palazzo, il ripristino del presidio della Polizia Locale e incentivi fiscali (TARI e TOSAP) per chi riapre attività nel borgo».
La situazione non migliora in Valnerina. A Collestatte e Torreorsina, l’esasperazione dei cittadini è tale da aver portato alla nascita di un comitato per l’autonomia amministrativa da Terni. «Non possiamo permettere che Terni si sgretoli”, prosegue il Consigliere. “Le interruzioni idriche a Miranda, i ritardi infiniti per la bonifica dell’ex discarica a Papigno e gli slittamenti dei cantieri PNRR a Cesi dimostrano che non esiste una visione d’insieme». Verdecchia propone alla giunta un cambio di passo immediato attraverso anzitutto un tavolo permanente con i comitati locali e le Proloco per decidere gli investimenti. E ancora: protocolli d’urgenza con il Servizio Idrico per risolvere le criticità croniche delle condotte a Miranda e in Valnerina; trasparenza totale sui cantieri: istituzione di un “cruscotto pubblico” per monitorare i lavori di Cesi 2026 e della bonifica di Papigno; difesa del paesaggio (stop all’installazione selvaggia di antenne 5G senza il coinvolgimento dei residenti, come accaduto a Torreorsina).
«Se domani il consiglio non darà risposte certe a queste istanze, saremo di fronte all’ennesima prova che questa Amministrazione ha voltato le spalle a una parte fondamentale della sua cittadinanza. I borghi non sono cartoline, sono luoghi dove le persone vivono e hanno il diritto di avere servizi e dignità», conclude Verdecchia.


