«Meno servizi, meno autonomia, meno centralità per Terni»
TERNI – «L’attuale assetto della Domus Gratiae – 32 posti letto di riabilitazione intensiva – con un tasso di occupazione medio pari al 50 per cento, non solo non garantisce l’ottimizzazione delle risorse disponibili, ma costa 250mila euro l’anno di affitto» La risposta della presidente Stefania Proietti all’interrogazione di Eleonora Pace (FDI) e di Forta Italia, apre la strada ad un ridimensionamento della struttura sanitaria privata. Se non alla chiusura. «Altro che rassicurazioni – il commento della consigliera di opposizione – dalla risposta della presidente, emerge con chiarezza un disegno preciso, quello di smantellare la Domus Gratiae di Terni e indebolire l’intera rete dei servizi sanitari del territorio ternano”. È quanto dichiara il consigliere regionale di Fratelli d’Italia, Eleonora Pace, prima firmataria della question time discussa in Aula.
«Dietro parole come ‘riorganizzazione’ e ‘integrazione’ – prosegue Pace – si nasconde una realtà ben diversa. Meno servizi, meno autonomia, meno centralità per Terni. I numeri citati dalla presidente Proietti, utilizzati come giustificazione tecnica, sono il segnale evidente di un approccio puramente contabile alla sanità, che guarda ai costi e non ai bisogni delle persone. È gravissimo che si utilizzi il tasso di occupazione dei posti letto o il costo dell’affitto per giustificare una riorganizzazione che si tradurrà nello smantellamento della Domus Gratiae. Parliamo di una struttura fondamentale per la riabilitazione e per la continuità assistenziale, un presidio che garantisce risposte concrete a pazienti fragili e alle loro famiglie.
Il quadro è ormai chiaro, questa Giunta regionale di sinistra sta portando avanti un progressivo svuotamento dei servizi su Terni. Prima il tentativo di togliere centralità alla sanità ternana con lo spostamento della sede della Asl verso Foligno, ora il depotenziamento della Domus Gratiae. Non si governa la sanità come un bilancio aziendale. La presidente Proietti deve capire che non è un ragioniere, servono visione, competenza e soprattutto la capacità di garantire servizi adeguati ai cittadini. Qui invece si continua a parlare di efficienza e sostenibilità economica, dimenticando completamente la qualità dell’assistenza e i diritti dei pazienti. Ancora più grave – conclude Pace – è l’assenza totale di trasparenza sul Piano socio-sanitario regionale. Dopo diciotto mesi non esiste una bozza condivisa, mentre alcune scelte sembrano già scritte e calate dall’alto. Noi non ci fermeremo, continueremo a vigilare e a difendere il sistema sanitario territoriale, contro ogni tentativo di smantellamento da parte della sinistra».


