La seconda vita del second hand si pesa

Unsane Vintage Kilo arriva a Terni, al Leonino, per costruire un legame d’acciaio con il territorio

TERNI – Vai al Leonino sabato 18 e domenica 19 aprile, torni a casa con pezzi che restano. Abiti selezionati uno ad uno, molti firmati – Ralph Lauren, Tommy Hilfiger, Burberry’s, Dior, Max Mara, Yves Saint Laurent, Fendi, Missoni, Baurbour, Nike, Adidas, The North Face – al chilo. Una prima esperienza, da replicare: obiettivo dell’evento è costruire una presenza reale, non episodica, attraverso una rete di relazioni locali.
In un panorama dominato dall’accumulo, il progetto lavora al contrario: prima si sceglie, poi si pesa. Ogni capo viene selezionato, controllato e ricondizionato, prima di essere esposto.
Da Unsane non si entra per comprare in fretta. Si osserva, si prova, si torna indietro. Il tempo diventa parte dell’esperienza e l’acquisto si trasforma in un gesto attivo, quasi meditativo.
L’ allestimento cambia nel corso della giornata grazie a un riassortimento continuo.
Un’esperienza che si articola su tre livelli, pensati per orientarsi nella scelta. I
Lost Gems (30 euro al chilo) raccolgono pezzi imprevedibili. Il Vintage Core (45 euro il chilo) rappresenta il nucleo più solido e quotidiano. Il First Cut (60 euro il chilo) è il livello più alto della selezione, dove materiali e costruzioni hanno una presenza più definita. «Il prezzo cambia. La cura no. Convivono linguaggi diversi, workwear, sportswear, sartoriale e quotidiano, in un insieme che
attraversa epoche e riferimenti. Emergono firme che hanno costruito l’immaginario collettivo,
accanto a presenze più inattese. I segni del tempo non vengono nascosti, ma riconosciuti come parte della storia del capo. Unsane Vintage Kilo nasce dall’esperienza di Velvet For Philosophers, realtà curatoriale che negli anni ha costr uito un archivio reale e una visione precisa sul valore del vintage. Se Velvet rappresenta la dimensione più radicale della ricerca, Unsane Practice ne è l’evoluzione
progettuale.  

Andrea Maffei, founder di Velvet for Philosophers e di Unsane Practice, suggerisce di approcciarsi al vintage cercando qualcosa che resta.  «Il primo errore è entrare con un’ idea troppo precisa. Nel vintage, spesso il pezzo giusto non è quello che cerchi, ma quello che ti cattura. Se ti convince subito, prendilo. Se devi convincerti, lascialo. Guarda la struttura, non il brand. Il nome è secondario. Conta come il capo è costruito. I segni del tempo non sono difetti. Nel vintage, la perfezione è sospetta. Piccoli segni, scoloriture leggere, usura naturale fanno parte della storia del capo. Prova tutto, anche quello che non compreresti mai. Il vintage non segue le taglie contemporanee. Prova una taglia in più, una in meno, capi fuori dal tuo stile. Spesso il pezzo giusto è quello che non avresti scelto. Non avere fretta. Il vintage richiede tempo».  

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