M.BRUN.
Chi di sanità ferisce, di sanità perisce? Da quel che è successo ad Orvieto sembrerebbe di sì.
Allora: guardate insieme con noi la foto qui sopra, con l’ospedale di Orvieto protagonista.
Erano i bei tempi della campagna elettorale, della nuova sinistra del Patto Avanti.
La presidente Proietti, capelli corvini, rosso fuoco alle labbra, indomita, brandiva il megafono.
Di lì a poco ne avrebbe fatto la sua arma vincente.
Forte di 7 mila firme di cittadini contro la Regione di allora, con il promotore della raccolta di proteste, e supportata dalla presenza del segretario comunale Pd e la capogruppo Pd in consiglio comunale (tutti nella storica foto), prometteva un futuro luminoso all’ospedale di Orvieto.
Sono passati solo 16 mesi, ma il comitato non solo non ritiene che la Nuova Regione, a guida Patto Avanti, abbia risolto i problemi dell’ospedale di Orvieto. Anzi.
È evidente che la situazione sia molto peggiorata perché il Comitato ha raccolto 14.000 firme invece delle “appena” 7 mila contro la Giunta Tesei.
L’aritmetica qui aiuta: contro Proietti, il Patto Avanti e il promesso sol dell’avvenire sanitario, sono state raccolto il doppio delle firme. E c’è il doppio di malcontento.
A Orvieto rimpiangono Tesei?
E Proietti tornerà fieramente con il megafono in mano per dire: “Ci eravamo sbagliati, non si poteva far niente per Orvieto, ma ormai che sono presidente ci resto”?
Per gli elettori orvietani come finisce? Magari rifletteranno amaramente sulle parole di quella canzoncina canzonatoria dei bambini: “Ci avete creduto, teste di velluto”.


