Sanità, ora è ufficiale: Proietti si affida si privati per non essere travolta dalle liste d’attesa

L’ultima delibera della giunta regionale conferma per il 2026 il livello massimo consentito per l’apporto dei privati. Con buona pace di proclami e sostenitori della sanità solo pubblica. Confermato anche il “turismo sanitario”

DI Marco Brunacci

PERUGIA – Sanità, ora è ufficiale: la giunta Proietti si affida ai privati. Nell’ultima delibera è tutto chiaro.
Si ammette candidamente che l’apporto privato alla sanità per l’anno in corso viene confermato al tetto massimo consentito dalla legge: lo stesso del 2025.
Ci affidiamo in sostanza al privati per far fronte alla montagna delle liste d’attesa che non accennano a diminuire, anzi sono orientate verso ulteriori vette.
Viene da sorridere pensando agli slogan gridati al megafono usato dalla candidata presidente Proietti sotto gli ospedali umbri.
Si prova un senso di sincera comprensione per coloro che hanno creduto alla promessa di sanità “solo pubblica”, che ha portato diverse migliaia di voti a Proietti, anche attraverso una apposita lista.
Ma alla fine quello che conta è la salute, però in primis quella dei cittadini, che si affidano ai privati o al pubblico col desiderio di essere seguiti al meglio e in tempi ragionevoli, non dopo un calvario di liste d’attesa. E le palesi bugie della campagna elettorale si mettono in secondo piano.
Ma la delibera della giunta regionale non rassicura.
I privati sono chiamati a salvare la sanità della Proietti, però fino al 30 giugno potranno agire in Umbria soltanto quelli che sono già in convenzione.
La delibera prevede di allargare la base dei privati convenzionati, ma non dice quando.
Dal primo luglio? Riusciranno? Per ora sono stati già due i rinvii ed hanno creato un qualche sconcerto. Anzi: tanto sconcerto.
Sull’ortopedia, che è uno dei punti deboli dell’offerta sanitaria umbra, secondo il giudizio dei cittadini-pazienti che se vanno a frotte fuori Umbria per farsi seguire, ci sono solo affermazioni di principio.
Ma nella delibera c’è un passaggio migliore che ha già fatto inalberare il Comitato che vuol salvare l’ospedale di Pantalla.
Nell’integrazione tra Perugia e la provincia, con specifico accordo tra Azienda ospedaliera e Asl1, vengono indicate chirurgie e sale operatorie di Assisi e di Castiglion della lago.
Non anche quelle di Pantalla.
Morivo: mancanza di personale.
Ma la giunta non aveva fatto assunzioni a più non posso, annunciate e contro annunciate?
Si trattava di chiacchiere? O c’erano assunzioni per Assisi (che, vedi caso, sta diventando la piccola capitale dell’Umbria)
e Castiglione e niente per Pantalla?
Una nota a margine su quello che l’opposizione – oggi maggioranza – rimproverava alla Giunta Tesei: il cosiddetto “turismo sanitario”.
Per curarsi o farsi operare o per un’analisi di laboratorio, se non li aiutano gli – una volta – odiati privati, si devono mettere in macchina e girare i vari presidi ospedalieri nelle città e cittadine dell’Umbria.
Ma quello che fino a due anni fa era uno scandalo, adesso è un inevitabile sacrificio per mantenere in piedi un sistema ospedaliero con 17 poli, che sono troppi, ma non c’è verso di cambiarlo.
Non sembra che i cittadini-pazienti oggi, per il fatto che la sinistra abbia preso il posto della destra, siano felici di essere turisti sanitari.
Anzi: se sono di Perugia e vengono spediti dall’ecografista a Città di Castello, pure dopo qualche settimana di attesa, preferiscono pagare il privato sotto casa. In 24 ore hanno ecografia e risposta e la spesa non è tanto di piu rispetto al ticket della sanità pubblica.
Questo è l’unico modo che consente, in questo momento, di smaltire le liste d’attesa. A spese dei cittadini, ma, rispetto a prima, è cambiata la narrazione. Non c’è che dire: nel campo del racconto, a sinistra fanno miracoli. Ma ai cittadini-pazienti questo sarà sufficiente?

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