TERNI – La Ternana è dei Rizzo e nessuno, almeno per il momento, si accosta. Nessuno all’orizzonte è intenzionato a rilevare il club sfrattato persino da via della Bardesca, una sede peraltro con la luce staccata (Arera ha fissato il distacco per il 15 aprile allo stadio Libero Liberati), e con una destinazione d’uso tutta da discutere.
La fantomatica cordata di imprenditori italo cinesi si è dissolta come neve al sole. Una delle tante voci farlocche che girano intorno ad una Ternana in gravissima crisi economica e, purtroppo, recentemente, anche dei risultati sul campo. La Ternana non è attrattiva. Ci sono oltre 15 milioni di debiti da saldare, ci vogliono 10 milioni di euro l’anno per la gestione ordinaria. Cifre che solo un grande gruppo può sostenere, difficile da individuare, soprattutto per la Serie C.
Nel tourbillon di proprietari degli ultimi anni, solo l’Unicusano di Stefano Bandecchi ha retto il passo. Un disastro si sono rivelati i Guida, i D’Alessandro e i Rizzo. Per salvare la Ternana e tenerla in Serie C, serve roba robusta, altro che le cordate orientali che durano lo spazio di un titolo (di giornale).


