Block notes/ Ferrucci fa voto di povertà e resta a Sviluppumbria, M5s pronti a piazzare Ciprini e far fuori i socialisti

Il professore dichiara che non torna all’Università, Ottone segato. Arpal, Bertini da Marsciano vede dissolversi l’ultima possibilità

M.BRUN.

PERUGIA – Block notes speciale Palazzo Donini.

  1. Il soldato Ferrucci si è salvato o no? Vacci a capire. Di sicuro annuncia ai microfoni dell’ineffabile Punzi, che, dopo tanti “stop&go” agli ultimi appuntamenti di Sviluppumbria, non si dimetterà dall’incarico di Amministratore unico della Finanziarie regionale. Questo significa che Proietti ha trovato la soluzione per riformare Sviluppumbria a misura di stipendio del professor Ferrucci? O piuttosto il professor Ferrucci ha colto l’occasione dell’Ottocentesimo di frate Francesco per far voto di povertà? Non è sicuro, quindi, se il soldato Ferrucci si sia salvato o lo vedremo presto comparire col cilicio e il cordone, in piena crisi mistica. Ma ma una cosa è certa: il ternano Ottone, che doveva sostituirlo e al quale il misero emolumento stava bene, ha preso un’altra fregatura. Rebus sic stantibus, ovviamente.
  2. È stata vergata l’attesissima (sic) riforma dell’Arpal, Agenzia del lavoro regionale, che – dicono – presto avrà la ex parlamentare Ciprini come Amministratore Unico. L’evento è di rilievo non perché dell’Arpal interessi qualcosa a qualcuno, ma perché l’ottimo assessore ex grillino De Luca potrà avere dopo anche una pentastellata da Perugia (non solo da Terni) nella stanza dei bottoncini regionale. L’evento è atteso anche perché sancirà l’uscita definitiva dei socialisti, gloriosa e storica componente del centrosinistra storico umbro, dal Governo dell’Umbria ma anche dal sottogoverno e dal sotto-sotto governo. Da Marsciano l’ottimo Bertini somiglia sempre più – dicono – all’Amleto che ripete al Teschio sulla scrivania: “essere o non essere”, sperare ancora nel posto all’Arpal o mandarceli tutti.

Terni, insieme ai carri sfila il degrado

Carri di polemiche/L’assessore attacca i commercianti, Confartigianato insorge