di Marco Brunacci
PERUGIA – In questa regione trovare dati corretti è un’impresa. In sanità meno che meno.
Ma ci sono due numeri che dicono tutto sulla gestione della sanità versione centrosinistra.
La mobilità passiva (pazienti umbri che vanno a curarsi fuori Umbria, con la Regione che deve pagare fior di quattrini) è in aumento: da 124,77 milioni di euro del 2024 di è passati a 137,63 milioni.
Con Proietti si pagano poco meno di 13 milioni in più di mobilità passiva, una vera tassa occulta sul groppone dei contribuenti umbri.
Ma quello che è ancora peggiore è il dato della mobilità attiva: col centrodestra, nel 2024, i milioni che entravano in Umbria per pazienti che sceglievano di venire qui soprattutto dalle regioni limitrofe, era di 88,15 milioni. Oggi ci si ferma a 81,86 milioni. Persi quasi 7 milioni. Sommando le due mobilità, l’Umbria ha un gap di poco meno di 20 milioni.
I lettori di Umbria7 sanno bene che i fattori che garantiscono i successi della sanità sono molteplici, ma sanno anche che una coalizione non può vincere le elezioni promettendo di cambiare verso alla sanità e poi finirci sotto come a un treno. Perché perde ogni credibilità.
Questi dati sono come le tasse in più decise dalla Giunta Proietti: peseranno sulle tasche dei cittadini umbri. Senza se e senza ma.


