PERUGIA – «Il Nodo di Perugia è un’infrastruttura necessaria e non più rinviabile, a partire dalla realizzazione del cosiddetto “Nodino”, primo stralcio funzionale di un progetto più ampio e strategico per l’intero territorio umbro»: lo dice il commissario regionale di Azione, Lorenzo Mazzanti.
Prosegue Mazzanti: «Il traffico intenso nel tratto della E45 tra Collestrada e Ponte San Giovanni, e anche sul raccordo Perugia-Bettolle fino almeno a Corciano, è ormai questione non più eludibile. Ogni giorno incidenti e rallentamenti provocano disagio agli automobilisti e – in particolare – ai residenti di Ponte San Giovanni (oltre 15.000 abitanti) nella cui area lo smog è aumentato di più del 30% negli ultimi 20 anni (Dati Arpa Umbria)».
Aggiunge l’esponente calendiano: «Accogliamo positivamente, dunque, le intenzioni espresse dalla Regione Umbria, che ha ribadito la volontà di considerare il Nodo come un intervento unitario, da Collestrada alla Perugia-Bettolle, con caratteristiche adeguate ai flussi di traffico e con l’obiettivo di ottenere un finanziamento complessivo a livello nazionale. È un’impostazione che va nella giusta direzione, così come è condivisibile il riconoscimento del valore strategico dell’opera».
Azione, dice ancora Mazzanti, continuerà «a sostenere con forza la realizzazione dell’opera, ma allo stesso tempo pretende chiarezza e responsabilità da parte del Governo nazionale. Il nostro sì è serio e responsabile: ora ci aspettiamo che chi ha il potere di decidere dimostri altrettanta determinazione».
E ancora: «Allo stesso modo, diciamo con altrettanta convinzione sì al completamento della Tre Valli, un’infrastruttura fondamentale per il collegamento tra Umbria, Marche e Lazio, per il sostegno alle aree interne e per la sicurezza dei territori, in particolare quelli colpiti dal sisma».
L’Umbria, conclude, ha bisogno «di entrambe le opere. Il Nodo di Perugia è essenziale per risolvere i problemi quotidiani di traffico e qualità della vita nell’area urbana, mentre la Tre Valli rappresenta un asse strategico di sviluppo interregionale e riequilibrio territoriale».


