Palazzo Spada, il ritorno del governo dei dirigenti: Bernocco sempre più centrale

Dai proclami di Bandecchi contro le vecchie amministrazioni al nuovo assetto post-rimpasto: tra giunta silenziosa, malumori interni e il ruolo crescente del capo di gabinetto, il clima in Comune si fa incandescente

TERNI – Nei proclami del Sindaco Bandecchi, il karma ispiratore era quello dello stop al governo dei dirigenti, accusa ricorrente alle precedenti amministrazioni, avanzata costantemente dal livornese e via libera al governo politico. Concetto espresso più volte dal Sindaco e dai suoi pretoriani della prima ora con l’allora Vice Sindaco Corridore nelle vesti del Richeliu della situazione, divenuto autentico spauracchio di Dirigenti e Posizioni Organizzative. Dopo il rimpasto si sta assistendo ad un vero e proprio “passo del gambero”, dove una giunta totalmente allineata al capo supremo, svolge il proprio compitino, e sono tornati a farla da padrone i dirigenti. O meglio IL Dirigente, il “fido” onnipresente Cataldo Bernocco che, per dichiarazione dello stesso Bandecchi, dà le direttive al vice sindaco Tagliavento di cosa deve o non deve f(irm)are. Insomma il Capo Gabinetto, anch’egli designato Dirigente senza bando con il cd “metodo Cardinali”, in Comune fa il bello e il cattivo tempo nei confronti di colleghi e parte politica, essendo diventato l’autentico motore della macchina amministrativa. Il buon Bernocco dopo un trentennio da funzionario, stabilisce tutto: fissa appuntamenti (quindi chi deve e non deve parlare con il Sindaco), decide le delibere, rilascia pareri anche contro le indicazioni del Segretario Comunale ed è diventato l’asso pigliatutto dell’amministrazione di Terni. Di ciò dipendenti, dirigenti e gli stessi consiglieri comunali di maggioranza, di certo, non sono entusiasti ed il clima a Palazzo Spada è sempre più “caldo” sotto tutti i punti di vista. Buoni uffici vengono invece tenuti dallo stesso con il mondo della cooperazione.

La missione del carabiniere spiegata ai bambini