AU. PROV.
TERNI- «Il calcio è di tutti ma non è per tutti. Comunque va rispettato». Massimo Ferrero è in lutto: «Hanno ammazzato le Fere». E lui le Fere ce le aveva nel cuore: «Una squadra fortissima che stava andando dove meritava, verso il successo. Con me un derby e 5 partite vinte. In un mese e mezzo. Poi lo sapete già. Qualcuno ha voluto buttare il campionato alle ortiche». Infatti la Ternana è fallita, il Tribunale di Terni ha messo all’asta il titolo sportivo, l’asta è andata deserta, la città è sprofondata, la politica si è infiammata. I tifosi hanno chiesto a Bandecchi di andarsene da Terni. Glielo hanno scritto a caratteri cubitali sotto Palazzo Spada. Gli hanno imputato il disastro che di fatto ha preso il via quando ha indicato i suoi successori: Guida e D’Alessandro.
Poi la spinta dei calciatori, che decidono di rinunciare a una parte cospicua dei propri stipendi per agevolare l’eventuale acquisto del ramo sportivo da parte di nuovi investitori. Il debito che passa da 8 milioni a 6, la seconda asta in arrivo. Un colpo di reni, insomma: il tentativo disperato di non chiudere una storia centenaria. Il giudice Claudia Tordo Caprioli, d’intesa con la curatela fallimentare (Renato Ferrara e Francesco Angeli), fisserà a breve la data della seconda asta per la vendita del ramo sportivo della Ternana Calcio.


