Marco Ravasio (Umbria Civica Terni): «La sanità pubblica ha bisogno di investimenti, non di tagli»
TERNI – «Una unica Asl non può essere giustificata con meri criteri burocratici o contabili, perché rischia di allontanare ulteriormente i centri decisionali dai territori, indebolire i servizi sanitari di prossimità e penalizzare, ancora una volta, l’area ternana e le zone interne della regione». Per Marco Ravasio (Umbria Civica Terni) non ci sono dubbi: «La sanità pubblica ha bisogno di investimenti e di una presenza capillare sul territorio, non di centralizzazioni che rischiano di creare strutture sempre più grandi e meno efficienti».
«L’ennesima riorganizzazione calata dall’alto – tuona Ravasio – rappresenterebbe un errore strategico che mortificherebbe le specificità dei diversi territori umbri e alimenterebbe un pericoloso squilibrio istituzionale. Umbria Civica Terni chiede pertanto alla Regione di abbandonare il progetto di fusione delle due ASL e di aprire un confronto trasparente con amministratori locali, operatori sanitari e cittadini. Nella denegata e non creduta ipotesi in cui la Regione decidesse di confermare l’ennesima scellerata decisione di procedere all’accorpamento, riteniamo che vi sia una conseguenza inevitabile e non più rinviabile: la sede della nuova ed unica ASL dell’Umbria dovrà essere collocata a Terni, senza se e senza ma!
Una scelta di equità istituzionale e territoriale che consentirebbe di alleggerire il disequilibrio del sistema sanitario regionale, ponendo fine ad una storica concentrazione delle funzioni amministrative nel capoluogo e riconoscendo il ruolo strategico di Terni quale secondo polo urbano dell’Umbria. Sarebbe infatti inaccettabile che il territorio ternano subisse una duplice penalizzazione:
perdere la propria autonomia sanitaria e, al contempo, vedere concentrati altrove i centri decisionali come già avvenuto per altri apparati pubblici, non solo sanitari. Su questo punto Umbria Civica Terni non intende arretrare di un passo:
Le due ASL devono essere mantenute, autonome e vicine ai cittadini!
In caso contrario, la nuova Azienda sanitaria unica dovrà avere la propria sede a Terni! La tutela del diritto alla salute passa anche attraverso il rispetto dei territori e una distribuzione equilibrata delle funzioni pubbliche. Terni non vuole, non può e non deve essere considerata dall’amministrazione regionale la periferia amministrativa dell’Umbria».


