di Marco Brunacci
PERUGIA – Block notes Università e dintorni.
- Ormai il rettore Marianelli, con la crisi di valori e di voleri che rende la politica regionale imprevedibile e inaffidabile, fa la figura del Mattarella dell’Umbria: l’unico legittimato a esercitare un’autorità. Per dirne una: se una sanità apprezzabile ci sarà ancora in questa regione, lo si dovrà a lui.
Mancava un tassello all’Università ed è andato al suo posto prima di ogni previsione: l’uscita della direttrice generale dell’Ateneo, Vivolo, anticipata di qualche mese rispetto alla scadenza contrattuale, che il rettore intendeva rispettare, permette di chiudere il cerchio.
Si sa, visti gli ottimi rapporti tra il Ministero della Bernini e il rettore, che il nuovo direttore arriverà da quest’area. Girano un paio di nomi, ma prima si dovrà leggere il bando e vedere le disponibilità.
Si risolverà tutto, comunque, entro i primi di luglio.
Il rettore può far partire il suo progetto, molto concreto e già ben delineato. Con la vecchia direttrice non c’è mai stato feeling, ma neppure screzi particolari.
Semmai tra il personale dell’Ateneo c’è stato- inutile negare – qualche sospiro di sollievo per il cambio, peraltro anticipato solo di pochi mesi. Soprattutto il personale radunato intorno alle principali sigle sindacali pare non avesse più rapporti buoni con la direttrice. E neanche discreti.
L’idea marinelliana del nuovo Ateneo troverà ora un nuovo interprete.
Già individuato, dicono i ben informati. O comunque da scegliere in una rosa di non più di un paio di nomi.
Tra poteri che sbandano, resta al momento il monolite Università, con Mattarella-Marianelli saldamente alla guida. - I dolori del (non più tanto) giovane Werther Ferrucci. L’idea del professore di passare armi e bagagli (e relativo stipendio) da Sviluppumbria a Gepafin, sembrava buona. Ma sostituire un tecnico del valore e dell’esperienza di Carmelo Campagna è già un problema.
E Proietti si prende un grosso rischio, se non ci ripensa. Ma ora tra Ferrucci e l’ambito soglio della finanziaria regionale più importante si appalesa un ostacolo che si annuncia enorme: Gepafin è un “operatore vigilato da Bankitalia”. Detto in soldoni servono provate competenze ed esperienze in campo bancario. E nel bando della Regione, che dicono essere ormai al completo, di persone con queste caratteristiche ci sono, eccome.
La telenovela Ferrucci-Sviluppumbria rischia di continuare anche in estate. Munirsi di pop corn.


