PERUGIA – Ha preso il via nell’ex carcere femminile di Perugia il cantiere che porterà alla realizzazione della Cittadella giudiziaria. Il primo stralcio dei lavori, che riguarda la realizzazione dei nuovi uffici della Procura, si concluderà tra due anni e ha un valore di 24 milioni di euro, stanziati in larga parte dal ministero dell’Economia in sinergia con l’Agenzia del demanio (proprietaria dell’immobile) e con il Comune. Un altro lotto è già finanziato e riguarderà il recupero dell’ex padiglione Paradiso che ospiterà gli uffici del tribunale civile: gli interventi, da 70 milioni, si dovranno concludere entro il 2029. Il terzo stralcio riguarda l’ex carcere maschile e il costo delle operazioni si aggirerà tra i 90 e i 100 milioni.
Al sopralluogo, avvenuto nella mattinata di venerdì 26 giugno, hanno preso parte tra gli altri il viceministro della Giustizia, Francesco Paolo Sisto, il sottosegretario all’Interno, Emanuele Prisco, la sindaca Vittoria Ferdinandi e la direttrice dell’Agenzia del demanio, Alessandra dal Verme. Presenti anche l’europarlamentare Marco Squarta, il consigliere regionale Andrea Romizi, l’ex senatrice Fiammetta Modena e gli assessori comunali Alessandra Sartore e Francesco Zuccherini,la Soprintendente Abap per l’Umbria, Francesca Valentini e Caterina Fontanella, Soprintendente Archivistica e bibliografica dell’Umbria. Per il viceministro Sisto, il recupero dell’ex carcere femminile «è un bellissimo progetto perché un carcere che diventa luogo di giustizia vuol dire che ci deve essere osmosi fra chi esegue la pena e i luoghi in cui si verifica la responsabilità. Una perfetta osmosi fra afflittività e rieducazione. Abbiamo i tre lotti: i primi due sono già finanziati con un importante sforzo del Ministero della Giustizia, il terzo si troverà il modo di finanziarlo. L’opera ha una bellissima progettualità avanzata sul piano tecnologico e del risparmio energetico, che ci consentirà di risparmiare canoni di locazione passiva piuttosto importanti».
Così il sottosegretario Prisco: «Finalmente la visione condivisa dal Demanio con la precedente amministrazione di trasformazione di quest’area nella cittadella giudiziaria prende forma anche grazie all’impegno diretto del Governo, in particolare del ministro Nordio, che ha messo risorse importanti. Questa trasformazione rappresenta un’occasione di riqualificazione urbana per la città, ma anche per dare una risposta che da tempo il mondo giudiziario chiede. Abbiamo l’obbligo di impegnare le risorse e le tasse dei cittadini nel miglior modo possibile, facendo vedere che i progetti vanno avanti nei tempi previsti».
Queste le parole della sindaca Ferdinandi: «Ogni volta che restituiamo un bene pubblico alla città stiamo restituendo un’opportunità importante. Questo è un luogo che racconta tantissimo dell’identità e della storia di Perugia. È uno dei più grandi investimenti che verrà fatto all’interno del recupero del patrimonio pubblico nel centro storico, parliamo di quasi 24 milioni di investimento in un quadrante che tornerà ad essere strategico. Grazie all’impegno di Regione e Comune andremo a riqualificare anche la porta d’ingresso della città, quindi Piazza Partigiani e un impegno sulla Rocca Paolina».
Come ha affermato la direttrice Dal Verme «tenteremo di tenere il cantiere aperto affinché i cittadini capiscano in anteprima lo sforzo che si sta facendo. Giustizia è restituire ai cittadini il bene comune, il bene dello Stato che appartiene a tutti e che il cittadino ha il diritto di vedere in una funzione contemporanea. Le parole chiave di questo intervento sono memoria, identità e rigenerazione. Il terzo lotto, stimato tra i 90 e i 100 milioni di euro, viene stanziato dall’Agenzia del Demanio nell’ambito del proprio piano degli investimenti. È la nostra priorità perché avevamo promesso un progetto unitario».
La firma del Piano
Il progetto per il recupero dell’ex carcere femminile è il pilot del Piano della città degli immobili pubblici che è stato sottoscritto tra la sindaca Ferdinandi e la direttrice dal Verme nell’ex monastero di Santa Caterina oggi sede della Soprintendenza Archivistica e Bibliografica dell’Umbria. Il Piano Città prevede iniziative di razionalizzazione, riqualificazione e rigenerazione degli immobili pubblici, con un focus sulla sostenibilità ambientale, l’efficienza energetica, sull’accessibilità e il sistema dei servizi urbani. Tra gli obiettivi principali: la valorizzazione di edifici strategici del centro storico e l’area di Piazza Partigiani, l’aumento dell’offerta di residenzialità, la riduzione del consumo di suolo, il rafforzamento delle connessioni con i borghi urbani e i quartieri periferici. La tutela del patrimonio storico si integra con il potenziamento del verde urbano e della rete ecologica per creare nuove opportunità per il tessuto urbano e per i cittadini. Tra gli immobili di proprietà del Comune, il Piano Città riqualifica il patrimonio secondo logiche di mix funzionale e prossimità: Palazzo Rossi Scotti e l’ex Conservatorio di Via Fratti, nel centro storico, destinati a funzioni residenziali a vocazione sociale; l’ex scuola dell’infanzia Magnolia da riconvertire a usi turistico-ricettivi; l’ex scuola dell’infanzia di via Quieta che accoglierà attività sociali e culturali grazie al coinvolgimento del Terzo Settore. Completano la pianificazione gli interventi nell’area di Piazza Partigiani, destinata a diventare un nodo intermodale strategico a servizio della futura “Cittadella Giudiziaria” e di accesso al centro storico, la Rocca Paolina, interessata da progetti culturali e per il miglioramento dell’accessibilità, e il fondo commerciale di via Oberdan, oggetto di rifunzionalizzazione per l’integrazione di attività culturali e commerciali.


