Intelligenza artificiale e futuro, nasce Perseo

L’accordo prevede una sinergia tra UniPg, Comune e aziende

PERUGIA – Un modello si sviluppo fondato su ricerca, collaborazione tra pubblico e privato e capacità di mantenere sul territorio il controllo delle proprie infrastrutture digitali e dei dati strategici. E’ quello che vede la luce a Perugia grazie alla firma dell’accordo di ricerca tra il dipartimento di Fisica e geologia di UniPg, Comune, GemaTeg Srl, azienda deep-tech con sede anche a Perugia, ed E4 computer engineering Spa. Il patto dà vita Perseo (acronimo di Perugia sustainable edge open data), un programma di ricerca destinato a sviluppare una nuova generazione di infrastrutture per l’Intelligenza Artificiale ad alte prestazioni, efficienti dal punto di vista energetico, modulari e capaci di garantire la piena sovranità del dato.
Uno degli elementi più qualificanti del progetto riguarda proprio la sovranità del dato. L’infrastruttura che sarà sviluppata consentirà infatti di elaborare e gestire dati sensibili direttamente sul territorio, senza dipendere necessariamente da piattaforme esterne o da grandi data center internazionali. Un aspetto strategico sia per la Pubblica Amministrazione sia per il mondo della ricerca e delle imprese, perché permette di rafforzare sicurezza informatica, tutela della privacy, controllo delle informazioni e autonomia tecnologica, nel pieno rispetto delle normative europee. L’approccio “edge” consentirà inoltre di avvicinare la capacità di calcolo ai luoghi in cui i dati vengono prodotti, migliorando efficienza, tempi di risposta e consumi energetici.
L’ambizione di Perseo è quella di andare oltre il singolo progetto di ricerca. L’accordo nasce infatti come una piattaforma aperta, destinata ad accogliere progressivamente nuove imprese, startup, centri di ricerca, enti pubblici e partner industriali che condividano la visione di un’intelligenza artificiale sostenibile, collaborativa e al servizio dello sviluppo del territorio. L’obiettivo è fare di Perugia un punto di riferimento nazionale nella sperimentazione di tecnologie AI di nuova generazione, creando un ecosistema capace di attrarre investimenti, competenze e nuove opportunità di crescita economica.
“Lo sviluppo dell’Intelligenza artificiale – dichiara il professor Livio Fanò, delegato del Rettore per il Settore dell’Intelligenza artificiale, delle infrastrutture di ricerca e tecnologiche – pone una sfida sempre più rilevante: coniugare l’enorme potenziale dell’innovazione con la sostenibilità ambientale delle infrastrutture che la rendono possibile. L’elaborazione dei dati richiede infatti una crescente capacità di calcolo e un conseguente aumento dei consumi energetici. Parallelamente, la necessità di garantire il pieno controllo dei dati di cittadini, imprese e pubbliche amministrazioni rende strategico lo sviluppo di datacenter territoriali, capaci di rispondere alle esigenze delle Comunità locali. In un contesto segnato dall’accelerazione della crisi climatica, è quindi fondamentale progettare infrastrutture digitali che assicurino al tempo stesso autonomia tecnologica, controllo pubblico dei dati ed elevati standard di sostenibilità ambientale ed energetica. Nasce da questa visione l’accordo di ricerca, che mette a sistema competenze accademiche, imprese innovative e ricerca applicata per sviluppare architetture di calcolo scalabili, tecnologie avanzate di raffreddamento e nuovi modelli di gestione efficiente dei datacenter. Il progetto trova un punto di forza nella connessione con la missione scientifica del laboratorio internazionale Caos e nello sviluppo di casi d’uso concreti di interesse pubblico, con l’obiettivo di trasformare la ricerca di base di più alto profilo in innovazione al servizio del territorio e contribuire alla costruzione di un ecosistema di Intelligenza Artificiale sostenibile, sicuro e radicato a livello regionale.”
“Questo accordo – sottolinea il professor Helios Vocca, sottodelegato alle Infrastrutture di ricerca e tecnologiche – rappresenta un esempio concreto di come la ricerca possa creare un ponte tra università, industria e istituzioni, trasformando competenze scientifiche di eccellenza in innovazione con ricadute dirette sul territorio. L’obiettivo è sviluppare nuove architetture di calcolo ad alte prestazioni che siano non solo più potenti, ma anche più efficienti dal punto di vista energetico, intelligenti e sicure, rispondendo alle esigenze sempre più stringenti dell’intelligenza artificiale e dell’elaborazione di grandi quantità di dati. Per l’Università degli Studi di Perugia questo progetto valorizza competenze maturate in anni di ricerca avanzata nelle infrastrutture di calcolo e nelle tecnologie digitali, mettendo inoltre a disposizione il Laboratorio Internazionale CAOS come ambiente di sperimentazione unico. I dati complessi prodotti dagli esperimenti sulle onde gravitazionali costituiscono infatti un banco di prova ideale per sviluppare e validare nuove soluzioni di edge e high-performance computing in condizioni estremamente sfidanti. La collaborazione con GemaTEG, E4 Computer e il Comune di Perugia dimostra, inoltre, come l’integrazione tra ricerca fondamentale, innovazione industriale e pubblica amministrazione possa accelerare lo sviluppo di tecnologie strategiche per il Paese. Siamo convinti che questa sinergia possa contribuire a rafforzare l’ecosistema dell’innovazione umbro e a consolidare il ruolo di Perugia come polo di riferimento per la ricerca, il calcolo avanzato e le tecnologie digitali del futuro.”
“Siamo particolarmente soddisfatti di aver favorito la nascita di questo accordo, evidenzia Andrea Stafisso, assessore all’Innovazione tecnologica del Comune di Perugia – che riporta il nostro territorio al centro della geografia dell’innovazione e dello sviluppo. Oggi la capacità computazionale rappresenta l’infrastruttura abilitante dell’intelligenza artificiale e sarà uno degli elementi decisivi per la competitività e la crescita dei territori nei prossimi anni. Con questa collaborazione avviamo un percorso sperimentale che punta a mettere a disposizione delle imprese, del mondo della ricerca e dell’intero territorio un’infrastruttura tecnologica avanzata, capace di coniugare alte prestazioni, sostenibilità ambientale ed energetica e piena sicurezza nella gestione dei dati, rafforzando la sovranità digitale. È una sfida complessa, ma anche straordinariamente stimolante. Come amministrazione abbiamo scelto di raccoglierla perché crediamo che Perugia possa diventare un punto di riferimento nello sviluppo di un ecosistema dell’intelligenza artificiale innovativo, sostenibile e aperto alla collaborazione tra istituzioni, università e imprese. Tali sfide vogliamo promuoverle attraverso un Forum Economico da realizzare molto presto a Perugia dove raccontare nuovi modelli di sviluppo come questo”.
“Il valore di questo progetto è elevatissimo – sottolinea Maurizio Miozza Co-Founder di GemaTeg Srl – perché questo si tratta del primo esperimento che volto alla creazione di un nuovo tipo di infrastruttura che superi le criticità attuali, sia dal punto di vista della sostenibilità ambientale che dal punto di vista della limitazione della potenza di carico. Quindi è un banco di prova estremamente importante. Soprattutto, poi è il momento giusto per creare un ecosistema: un gruppo di lavoro con soggetti eterogenei aziende, università, pubblica amministrazione per far fare il salto di qualità a tutto il territorio. L’elemento fondamentale è appunto la creazione di un ecosistema, in una situazione dove l’intelligenza artificiale può fare veramente la differenza”.
“Diversi gli aspetti da considerare per definire il valore complessivo di questo progetto – ha evidenziato Daniele Gregori, chief scientific officer di E4 computer engineering Spa- da un lato l’aspetto tecnico estremamente innovativo, che mira alla riduzione dei consumi energetici, un tema centrale oggi nel mondo dell’intelligenza artificiale. Dall’altro la questione della salvaguardia dei dati, che grazie a questa iniziativa rimangono all’interno della regione, evitando di passarli ad altri operatori all’estero: una questione molto rilevante per tutte le evidenti conseguenze in termini di salvaguardia della privacy. Ultimo, ma non ultimo, l’accordo costituisce un modello di collaborazione orizzontale tra diversi attori italiani della ricerca e dell’industria: un modello da proporre e rafforzare perché può essere un modello chiave per far guadagnare all’Italia un certo vantaggio tecnologico rispetto agli altri paesi”.

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