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Esclusivo/ Guerra Proietti-Pd, domani giornata cruciale. La presidente pronta a nominare Ferrucci in Gepafin, nuovo schiaffo al partito di maggioranza

La corsa alla sostituzione di un mito come Carmelo Campagna è un campo minato. Il professore molla Sviluppumbria per avere un trattamento economico migliore e al suo posto si scalda Ottone. Ma il prezzo politico da pagare potrebbe essere troppo alto

di Marco Brunacci

PERUGIA – Ferrucci o non Ferrucci. Proietti sfoglia la margherita (anche quella con la M maiuscola). Ma pare abbia deciso per Ferrucci nuovo responsabile di Gepafin, la finanziaria regionale. Ora ha 24 ore di tempo per calcolare il prezzo politico da pagare.
Domani sarà una giornata da ricordare nella guerra in corso tra la presidente Proietti e il partito di larghissima maggioranza (il Pd) del suo governo. Si decide il leader di Gepafin. E’ come Custoza,
battaglia decisiva della prima guerra di indipendenza. Chi è Carlo Alberto di Savoia e chi il maresciallo Radetzky lo decidiamo dopo.
Rapido riassunto delle puntate precedenti: il professor Ferrucci viene nominato in Sviluppumbria perchè vuol dare il suo contributo di economista al nuovo campo largo, ma scopre che non può pigliare che quattro soldi come trattamento economico. Il prof pare pronto a lasciare Sviluppumbria per tornare all’Università, quando si apre la possibilità di sostituire il mito Carmelo Campagna come conducator di
Gepafin, la finanziaria regionale che ha i soldi. Quella che è in stretto contatto con la finanza.
Lì per lì sembra che ci siano problemi di titolo. Ma vengono superati.
Curriculum impeccabile., Ferrucci dimentica l’amore per Sviluppumbria, fa prima i conti e poi le valigie. Gepafin tutta la vita. Anche se lo avvertono che in Gepafin troverà Marco Tili, dirigente tosto e
preparatissimo, al quale è fortemente sconsigliato di rompere gli equilibri.
E il Pd? E’ come il clown che prende gli schiaffi da tutte le parte verso le quali si gira. Oggi pare stia provando a riprendersi.
Ma l’uscita tardiva del segretario regionale Bernardini, col sospetto di essere apparecchiata solo per trovare consensi per la improponibile Asl unica, non aiuta.
Il vicepresidente Bori, il peso massimo del Pd, è in viaggio. Simona Meloni a Milano. De Rebotti avrà di sicuro ripiegato su Narni.
Se nostro Signore in persona non dà una mano, per il gigante rosso di un tempo, che continua ad avere il’80% delle azioni del governo regionale ma nessuno se ne accorge, è finita.
Tanto che sta già preparando il trolley per Perugia anche Ottone, l’esponente ternano democrat, un tempo moderato oggi Proietti-exboys, al quale è stata promessa la poltrona di Sviluppumbria, appena
Ferrucci sgomma.

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