di Vincenzo Silvestrelli
PERUGIA – In molti capitoli del Rapporto economico e sociale 2026 sull’Umbria si evidenzia la mancanza di sviluppo demografico come criticità generale della Regione e, in particolare delle aree interne. I giovani sono dunque una risorsa preziosa per la nostra regione. In altri capitoli si vede come i più preparati, i laureati, o siano costretti ad emigrare per trovare un lavoro in linea con le loro competenze, o siano occupati con mansioni inferiori al titolo di studio.
Bisogna mettere al centro del dibatto delle nostre comunità questi temi, compreso quello della natalità. Guardando però quello che succede a Perugia sembra talvolta che la prospettiva offerta dalla Giunta Comunale, almeno quella più visibile, sia la offerta ai giovani sia quella collodiana «del paese dei balocchi». Nelle avventure di Pinocchio, esso è quel luogo fantastico in cui non ci sono scuole ma solo divertimenti, popolato da bambini che trascorrono le giornate spassandosela allegramente. Il gatto e la volpe sono coloro che convincono Pinocchio a trascurare il povero Geppetto e a trasferirsi lì. E’ una metafora sempre attuale che forse possiamo adattare anche a Perugia, dove si passa da un evento giovanile leggero all’altro con grande dispendio di risorse impiegate dalla Giunta. Naturalmente il successo fra i giovani, come nel caso di Pinocchio, c’è perché la proposta è «popolare».
Nel caso di Umbria che spacca, a questo aspetto generale, si aggiunge anche l’uso improprio di alcuni luoghi della città come avviene per la Piazza di San Domenico, invasa da baracchette che la deturpano e offendono la sua rilevanza storica. Forse per la rassegna si potrebbero trovare altri luoghi più adatti a sostenere l’impatto dei giovani attratti dalle proposte ludiche. Alleghiamo alcune foto per mostrare l’effetto sul luogo che, speriamo, duri poco.


