PANICALE (Perugia) – Sul monte Petrarvella prenderà forma un vero e proprio parco archeologico. Questo il futuro che si sta prospettando per l’area, visti gli esiti delle diverse campagne di scavo compiute a partire dal 2024 sotto la direzione scientifica del professor Andrea Polcaro, del Dipartimento di Lettere dell’Università degli Studi di Perugia, e con il sostegno del Comune di Panicale.
La terza campagna, che si è conclusa a fine maggio, ha infatti riportato alla luce un insediamento medievale e un’estesa necropoli, anche con sepolture intatte.
Alla luce di questo, su iniziativa dello stesso Comune di Panicale, nei giorni scorsi si è svolto un open day per accendere i riflettori sulle scoperte in corso e per coinvolgere istituzioni e associazioni in un adeguato percorso di valorizzazione.
La missione archeologica sul Petrarvella, che opera su concessione del Ministero della Cultura rilasciata al Comune di Panicale sotto il controllo della Soprintendenza Archeologia Belle Arti e Paesaggio per l’Umbria che collabora anche con l’Amministrazione comunale e l’ateneo perugino alle iniziative di valorizzazione e comunicazione quali ad esempio il recente open day, ha visto la partecipazione di molti studenti e studentesse dei corsi di laurea in Beni Culturali e Archeologia e Storia dell’Arte, anche nell’ambito del laboratorio didattico Dedalo. E come detto è giunta alla terza campagna di scavi.
In questa terza fase, partita a metà maggio, la missione ha identificato almeno quattro sepolture “anomale” di epoca medievale, che i materiali ceramici rinvenuti permettono di datare in un arco cronologico che si estende fra l’XII e il XIV secolo. Le sepolture, collocate in fosse scavate nella roccia, sono disposte in connessione con un edificio antico, rinvenuto per ora solo in fondazione, che doveva insistere sulla cima più alta del monte. Le sepolture presentano diverse caratteristiche particolari: due di esse, disposte in tombe a fossa di forma ovoidale e coperte con terra e pietre piatte, presentate est-ovest, sono state riaperte poco dopo l’inumazione e i corpi sono stati separati; mentre la parte inferiore del corpo è rimasta nelle tombe, la parte superiore è stata distaccata. Una delle due tombe presentava sui piedi dell’inumato una calotta cranica apparentemente tagliata a metà. Inoltre, la parte superiore di un corpo umano, mancante della testa, è stata ritrovata disposta come sepoltura secondaria subpavimentale all’interno della struttura medievale identificata nei pressi della necropoli. L’ultima sepoltura, una fossa di forma circolare, presenta solo un cranio adulto, forse pertinente sempre a una delle due tombe ritrovate fuori dall’edificio, insieme a poche ossa lunghe e quattro piccoli crani disposti in semicerchio. Le dimensioni sono comparabili con infanti o sub-adulti morti in giovanissima età. Anche questa sepoltura multipla sembrerebbe essere stata coperta da terra e pietre piatte.
I ritrovamenti fanno pensare a una condizione particolare degli inumati in vita o a un evento traumatico connesso alla loro morte. Dai dati filologici, le rovine dell’edificio medievale rinvenuto nei pressi delle sepolture e contemporaneo ad almeno parte di queste, potrebbero appartenere ai resti di un antico insediamento. In particolare, diversi toponimi presenti nelle fonti possono essere relativi all’insediamento rinvenuto dagli archeologi sulla cima del Monte Petrarvella, come il “castrum di Petra Albella” datato all’XI sec e i successivi Castel Vecchio o Panicale Vecchio, citati come luoghi già abbandonati e in rovina nel XV-XVI secolo.
“Tali scoperte – dichiarano il sindaco di Panicale Giulio Cherubini e l’assessora alla cultura Elena Sepiacci – ci indicano che con molta probabilità in questo luogo vanno fatti risalire i primi insediamenti di Panicale e che qui risiedano le nostre stesse radici. Quanto ci riferiscono i ricercatori potrebbe far riscrivere la storia del nostro territorio ed aprire fattivamente la strada ad un progetto di Parco Archeologico, inserito in un contesto paesaggistico di notevole interesse e già meta di itinerari per camminatori. Un progetto che auspichiamo sia di interesse per il maggior numero possibile di soggetti”.


