Un ampio schieramento chiede che non si paghino le sanzioni sulle tasse comunali arretrate. Ma l’assessora Bordoni si oppone. Bandecchi alla finestra
TERNI – Sulla rottamazione, a Palazzo Spada è scontro totale. In ballo ci sono 10 milioni di euro. Si tratta degli interessi e delle sanzioni sulle tasse e sulle multe non pagate. In consiglio comunale c’è uno schieramento trasversale che chiede che venga applicata la possibilità, prevista dal Governo Meloni per gli enti locali, di chiedere ai contribuenti solo la somma non versata e di rinunciare agli accessori, quelli che spesso fanno triplicare la cartella esattoriale. La Meloni, non mette a disposizione neanche un euro per i comuni, ma appunto lascia la facoltà agli enti locali di apllicare la riduzione. Palazzo Spada, dovrebbe rinunciare quindi a 10 milioni tra interessi e sanzioni. Un bel numero di consiglieri chiede al Comune di guardare ai 20 milioni che comunque possono essere incassati subito. Ma l’assessora al bilancio, Michela Bordoni, si oppone. Esige l’incasso complessivo di 30 milioni di euro: non vuole andare incontro ai contribuenti. Perché tanta ostinazione da parte dell’assessora? La Bordoni non vuole toccare l’attuale bilancio per offrire al sindaco Bandecchi risorse per la galoppata finale della consigliatura.
In particolare, la Bordoni vuole soddisfare la fissazione del momento del sindaco Bandecchi: 30 milioni di euro per le bitumature. Bandecchi, dopo aver speso oltre 700mila euro per le tappabuche e per il fai da te, è tornato sui suoi passi e vuole coprire le strade di Terni con una costosa marea di bitume.
Il quadro normativo.
La rottamazione -quinquies, prevista dalla legge di Bilancio 2026 è entrata nella fase più delicata per gli enti locali e per i contribuenti. L’unica certezza è che non scatterà automaticamente, in quanto la legge non impone alle Amministrazioni di aderire ma offre loro la facoltà di decidere se e come aderire allo stralcio di sanzioni ed interessi . Il perimetro della rottamazione riguarda i carichi tributari locali quali Imu e Tari ma anche patrimoniali come le multe stradali La normativa prevede due strade ben distinte per l’attuazione delle agevolazioni. Una opzione prevede regole nazionali per i carichi riferiti agli anni 2000—2023 con adesione del Comune entro il 30 giugno 2026 ed un’altra in cui, solo in caso di imposte riscosse direttamente, l’Ente locale può autonomamente definire mediante apposita regolamentazione il campo di applicazione, gli anni interessati, le scadenze e la durata della rateizzazione. L’ amministrazione si trova a decidere se privilegiare l’incasso potenzialmente più rapido di somme difficili da recuperare, andando, incontro alle esigenze dei contribuenti o mantenere l’impianto ordinario della riscossione. La decisione può essere influenzata anche dalla effettiva capacità di incasso delle cartelle riscontrata dall’Ente .


