M.Brun.
PERUGIA – L’annuncio della presidente Proietti stavolta sembrava perfetto per portare un po’ di serenità, perfino bipartisan, nell’arroventato clima del momento.
Gli annunciati 4 milioni destinati agli oratori umbri parevano essere un toccasana verso la distensione, ora che il sistema trasporti dell’Umbria è in tilt, la sanità è nelle mani del Signore e l’economia è uno scrigno che non racchiude ricchezza ma brutte sorprese.
Invece, pronti per una polemica estiva che potrebbe non limitarsi a qualche discussione ma ad avere degli strascichi.
Spieghiamo. Nell’annuncio dei 4 milioni destinati agli oratori si fa riferimento all’Accordo di coesione che si stipula col Governo nazionale e che si basa sui fondi FSC (la parte dello Stato italiano a complemento della Coesione finanziata dai fondi dell’Unione europea).
Più nel dettaglio: il Governo nazionale sottoscrive con le singole regioni un Accordo per definire gli interventi da finanziare. Quei soldi sono, in condizioni normali, da destinare allo sviluppo.
Le scelte in questo ambito possono essere molteplici.
Ma i critici sulla decisione della Regione di destinare questi fondi agli oratori sono perentori.
Sostengono che a questo punto la domanda che ci si deve fare è obbligata: per finanziare gli oratori per 4 milioni cosa è stato definanziato? Cosa non si farà?


